Rassegna Stampa

Non è successo niente

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 22-02-2016 - Ore 11:00

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Non è successo niente

CRAMPI SPORTIVI - Beato chi vede avvicinarsi la fine, che sia di una carriera, di un’avventura, di una storia d’amore, e riesce a gestirla con freddezza, nascondendo il dolore. Francesco Totti non c’è riuscito, e ha fatto qualcosa che non verrebbe mai concesso a tutti, sfogandosi all’ora di cena praticamente in tutte le case del Paese, spinto da un tipo di malessere che non ha niente di inaudito, dato che aveva già colpito altri giocatori nella sue stesse condizioni, vedi Del Piero. La sua, insomma, è una reazione non nuova e francamente neanche incomprensibile.

Chiaro che, nell’ottica meno romantica di una società in cui le regole devono essere uguali per tutti, Luciano Spalletti ha fatto il suo dovere, mandando un segnale alla squadra e comunicandogli che non sarebbe stato convocato per la partita. Dopodiché non si è nemmeno dovuto sforzare più di tanto nello spiegare a tutte le televisioni che, di base, è tutto ok. Che non ha nessuna intenzione di farlo smettere di giocare, o di non dire le cose in faccia al suo Capitano, ma che non ha nessuna intenzione di regalargli il posto da titolare fisso, ora che non ha le capacità di corsa del resto della squadra, e che da oggi è normalmente a disposizione del gruppo. Insomma tutto a posto, nessuno schiaffo alla storia, nessuna separazione in casa e soprattutto nessuna retromarcia, ognuno ha fatto il suo e da oggi si riparte con una vittoria di più alle spalle, da cui ricominciare la corsa verso un importantissimo terzo posto.

Tutto ciò che è successo in questa vicenda è che in una piazza che mediaticamente scotta sono venute in disaccordo due persone: una che deve prendere le decisioni e una che per essere più spesso al centro di quelle decisioni ha fatto appello a uno statuto speciale in virtù della sua caratura di campione. Un campione che giustamente pretende di essere accompagnato alla fine della sua carriera con la considerazione che merita, e ha fatto una richiesta legittima servendosi della sua posizione mediatica, quindi sbagliando nei confronti i suoi compagni (e nei confronti del suo allenatore, che di quella pressione mediatica ha dovuto subire inevitabilmente le conseguenze della “lesa maestà”, beccandosi qualche fischio). Ha pagato per il suo sbaglio guardando dalla tribuna una partita che avrebbe giocato da titolare. L’ha accettato, si è presentato, ha applaudito i suoi compagni, l’allenatore gli ha fatto sapere di aspettarlo al campo oggi per l’allenamento, e lo ha tranquillizzato in diretta nazionale. La notizia vera è che queste due persone, nonostante i loro caratteri orgogliosi, si rispettano entrambi. Come potrebbe essere il contrario, data la loro storia, proprio non ci viene in mente.

Insomma tutto a posto, il vero dramma di cui leggerete oggi sul resto della stampa sta nelle mani di chi lo avrà scritto.

Per il resto, non è successo niente.

 

Fonte: Crampisportivi.com - S.Vacatello

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