Rassegna Stampa

«Norma stupida, che crea danni»

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 20-02-2014 - Ore 08:26

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«Norma stupida, che crea danni»

«Una norma che non ha senso», «un provvedimento ottuso». È in sintesi questo il pensiero di Paolo Franchi, ex direttore de Il Riformista e tutt’ora editorialista politico del Corriere della Sera, sulla discriminazione territoriale e la sua applicazione. Grande tifoso della Roma, da anni abbonato in Tribuna Tevere, a "Il Romanista" Franchi dice: «Reputo giustissimo l’appello di Totti, ma capisco che la gente "intigni", è ovvio... Io farei, ma solo per l’amore della Roma, una tregua unilaterale ma non abbandonerei neanche di un centimetro la polemica, non solo contro una norma sbagliata e applicata nel peggiore dei modi, ma anche contro la filosofia che la sottende».
Franchi, cosa ne pensa della norma contro la discriminazione territoriale?
La norma non ha senso comune. Ma proprio in generale, nessuno saprebbe dire esattamente in che cosa consista la discriminazione territoriale e come la si applichi. È totalmente diversa, secondo me, dalla questione dei cori di natura razzista contro gli immigrati o contro gli ebrei. E abbiamo visto anche di queste cose negli stadi... Qui mi sembra che la questione sia totalmente diversa: sia molto poco fondata. Oltretutto non si capisce quando è semplicemente un epiteto più o meno ingiurioso...
Non sono cori da stadio, sfottò (reciproci) che si sono sempre fatti?
Le racconto un episodio: tanti anni fa andai a Cedona, in Toscana a vedere il derby locale tra il Belverde Cedona e la squadra di Pienza e che cosa non si dissero l’uno contro l’altro... Cose connaturate, per loro, alle caratteristiche degli uni e degli altri. Cose che fanno parte delle rivalità tra le tante cittadine italiane... Detto questo, ogni volta che sento il coro antinapoletano, manco fossimo a Bergamo o in Val Sabbia, a me vengono i nervi, sento un fastidio fisico, non li trovo divertenti e mi interrogo su che cosa sia capitato per far uscire questi cori. Quello che mi stupisce però, dato che non penso che decine di migliaia di persone veramente pensino che il problema sia di lavare Napoli con il fuoco, è che un provvedimento ottuso come quello in vigore faccia diventare questi cori, che sono deplorevoli, come qualcosa di identitario, di rivendicazione della propria autonomia. Cosa che poi non riguarda solo gli ultrà ma anche in Tevere (dove vado io con mia figlia) c’è gente (persone normalissime) che canta quel coro. Questa è una norma stupida che produce molti danni e credo che esista solo in Italia.
Sì, all’estero non esiste.
Pensi a che cosa si dicono in uno stadio spagnolo tra castigliani e catalani o tra baschi e andalusi. Insomma, in questa norma c’è un elemento di ottusità e di politicamente corretto imposto con una normativa ottusa. Poi accadono episodi divertentissimi, surreali nelle loro idiozia come quello che successe a Torino quando la Juventus ha mandato i bambini nel settore chiuso. Insomma, lo sanno tutti che a 4-5 anni i bambini amano moltissimo la parola cacca e i suoi derivati...
Oltre a chiudere i settori, colpendo gente che non ha cantato quel coro, la normativa italiana vieta agli abbonati di quel determinato settore di poter acquistare un tagliando in un’altra zona dello stadio.
Ma scusa cosa c’è? La servitù della gleba? Io sono accumunato al mio settore come un contadino russo alla terra del suo principe nell’800 e non me ne posso allontanare... Secondo me, è perfino anticostituzionale, mi limita il diritto elementare di acquistare un biglietto per assistere a uno spettacolo. Già andare alla partita sembra l’ufficio matricola del carcere. Io pago un pacco di soldi per assistere a uno spettacolo e vengo trattato come un potenziale criminale. In più ci si mettono anche questo tipo di normative, che vengono applicate a senso unico.
Quello che stupisce è che la Roma venga punita per un coro contro i napoletani, mentre i tifosi del Napoli non vengono puniti per uno striscione di insulti verso i romani.
In effetti sembra che sia una norma che si applica solo per i cori contro il Napoli...
Ma in passato si cantavano questi cori? Come era la situazione all’interno degli stadi?
A me è capitato che ci abbiano insultato in quanto romani. Andare a Firenze, per esempio, era pericoloso per l’incolumità fisica. In passato era infinitamente peggio. Gli Anni 70 erano durissimi. Con il Napoli non c’era questo coro perché non c’era questa rivalità.
Una norma che provoca danni anche alle televisioni.
Sì, alla fine quando si finirà a giocare negli stadi vuoti ne risenterà anche lo spettacolo televisivo.
Lei è per la protesta "rumorosa" messa in atto contro la Sampdoria con la ripetizione dei cori contro i napoletani o per quella "silenziosa" in attesa del cambio della norma?
Reputo giustissimo l’appello di Totti ma capisco che la gente "intigni", è ovvio... Alla fine, per la logica perversa che c’è, chiuderanno tutti i settori partendo dalla Tevere, la "bandiera" passerà poi alla Monte Mario e via via. Io farei, ma solo per l’amore della Roma, una tregua unilaterale ma non abbandonerei nanche di un centimetro la polemica, non solo contro una norma sbagliata e applicata nel peggiore dei modi, ma anche contro la filosofia che la sottende. Ci sono cose da fare, da dire e da rivendicare per la gente dello stadio. Io ho l’impressione che lo stadio venga utilizzato come esperimento per le limitazioni delle libertà. Si parte sempre così... Io direi di non "imboccare" in questa logica provocatoria (la logica). Non perché reputi la norma salvabile, ma per la Roma. Poi mi chiederei: perché io voglio che i napoletani vengano lavati con il fuoco? Che sto dicendo? Mi fermerei a riflettere. Il diritto a gridare è legittimo, poi bisogna vedere cosa grido... Io resto del parere che non è vero che lo stadio è un territorio libero dentro cui non deve entrare la legge. Ormai anche quando vado al bagno ci sono satelliti, telecamere, tecnologia... Anche allo stadio è pieno di controlli. Allora perché la responsabilità oggettiva quando si possono identificare i singoli responsabili?
Abete ieri ha dichiarato: «È una battaglia per la libertà di insulto, ovviamente la federazione non può essere favorevole». Cosa ne pensa?
Il pulpito da cui viene questa predica moralizzatrice è un pulpito curioso...

Fonte: IL ROMANISTA - ANTON FILIPPO FERRARI

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Ermeter 20/02/2014 - Ore 11:18

...Tra qualche ora è in programma il match di andata dei sedicesimi di Europa League tra Swansea e Napoli. Qualche buontempone ha pensato di intrufolarsi in un forum dei tifosi gallesi per consigliare di intonare il solito coro sul Vesuvio (sarebbe stato “Wash them with fire” o nella versione italiana originale?). I sostenitori dei cigni non ne vogliono sapere e rispediscono al mittente l’invito di alcuni utenti italiani: “I canti sono proibiti dall’UEFA, è una cosa che noi chiamiamo razzismo e ignoranza. Siamo nel 2014, dovresti concentrarti sulla tua squadra del cuore piuttosto che sull’avversario. Ma credo che in Italia sia un concetto poco diffuso“. (fonte:calcioblog)

Ermeter 20/02/2014 - Ore 09:22

Ragionamenti tecnici da azzeccagarbugli, tra “romanista bastardo ....” e “Napoli colera ...” c’è culturalmente, nella sostanza, una distanza siderale, il problema è che il pregiudizio nei confronti di chi è nato Napoli, più che normale, è oramai percepito come giusto...basta farsi un giro nella rete !

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