Rassegna Stampa

Norme Uefa e coppe europee: ecco le opzioni per le italiane

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 24-03-2015 - Ore 21:40

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Norme Uefa e coppe europee: ecco le opzioni per le italiane

La regola è che i club vincenti (sia della Champions che dell’Europa League) non porteranno all’aggiunta di un posto extra per la loro nazione nella seguente stagione di competizioni europee. L’unica eccezione, quindi l’unico modo in cui una nazione può guadagnare un posto addizionale è che un club vinca la Champions League o l’Europa League, qualificandosi così per la Champions League successiva, e allo stesso tempo non finisca nel suo campionato o nella coppa nazionale in una posizione che gli garantisca di giocare le coppe l’anno successivo”. Questo l’estratto più significativo delle dichiarazioni rese ieri dal segretario generale dell’Uefa Gianni Infantino, parole che hanno frantumato le speranze rossonere (Galliani aveva parlato di 7° posto eventualmente utile per l’Europa League) e non solo.

Prima di ricostruire le possibili combinazioni, ricordiamo che l’Italia dispone di 3 posti in Champions e 3 in Europa League (uno dei quali destinato alla vincitrice della Coppa Italia) e ribadiamo che da quest’anno la vincitrice dell’Europa League viene ammessa di diritto alla successiva edizione della Champions (ove non si sia già qualificata, in tal caso la classifica non scorre).

Non prenderemo in considerazione l’ipotesi di una Juve vittoriosa in Champions League perché non cambierebbe alcunché: i bianconeri, data l’attuale situazione di classifica, parteciperanno comunque alla prossima edizione della ex Coppa dei Campioni.

1) Se vince l'Europa League una squadra qualificatasi ai primi 3 posti del corrente campionato di Serie A non cambia nulla: la squadra in questione va comunque in Champions assieme alle rimanenti 2 e in Europa League ne vanno regolarmente 3.

Esempio concreto: Fiorentina o Napoli vincono questa edizione dell’Europa League e, contestualmente, chiudono il campionato al 2° o 3° posto, considerando inarrivabile la Juve in testa.

2) Se vince l’Europa League una squadra che, al termine del campionato, si classifica in una posizione che vale la qualificazione alla successiva Europa League (o guadagna il diritto di parteciparvi via Coppa Italia), la squadra in questione va di diritto in Champions League, ma non verrà comunque sostituita nella competizione minore. Sostanzialmente avremmo 4 compagini in Champions e 2 in Europa League, sempre 6 in totale.

Esempio concreto: Fiorentina o Napoli vincono questa edizione dell’Europa League e, contestualmente, chiudono il campionato sotto il 3° posto (è la situazione attuale che vede Juve, Roma e Lazio nelle prime tre posizioni).

3) Se vince l’Europa League una squadra che, al termine del campionato, si classifica in un posizione che non vale la qualificazione ad alcuna coppa europea (e non guadagna il diritto di parteciparvi via Coppa Italia): questo è l’unico caso in cui l’Italia - sulla carta - disporrebbe di un posto in più nella prossima stagione: 7 in totale, 4 squadre in Champions e 3 in Europa League.

Sulla carta perché l’esempio concreto però pone un altro problema, eventuale: Fiorentina o Napoli vincono questa edizione dell’Europa League e, contestualmente, in campionato non si qualificano neanche per l’Europa League 2015-16. Fin qui ci siamo. Ma resta aperto il fronte Coppa Italia: entrambe hanno buonissime possibilità di centrare la finale e quindi di accedere ugualmente alla seconda manifestazione continentale per club. Le parole di Infantino anche per questo caso hanno previsto l’impossibilità dello scorrimento. 

Fonte: alfredopedulla.com

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