Rassegna Stampa

Occhio, Roma Il Bate è già qui per la Champions

condividi su facebook condividi su twitter Di: Davide Aprilini 04-12-2015 - Ore 06:31

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Occhio, Roma Il Bate è già qui per la Champions

GAZZETTA DELLO SPORT - ZUCCHELLI - Nessuno lo dice ufficialmente, perché il Bate Borisov vuole parlare solo martedì in conferenza stampa. Ma la verità è che i bielorussi hanno deciso di trascorrere una settimana a Roma perché pensano di «potercela fare». Bocche cucite nel ritiro della squadra che i giallorossi affronteranno il 9 nell’ultimo turno di Champions, il Park Hotel Mancini, poco distante da Trigoria: sono lì dal 2 dicembre, si allenano (quasi sempre due volte al giorno, tra campo ed esercizi al chiuso), fanno gruppo, i giocatori sono 25, poi c’è lo staff tecnico, in tutto una quarantina di persone. A loro disposizione c’è un’interprete, che declina qualsiasi tipo di richiesta di contatto o intervista, perché: «Il Bate non rilascia dichiarazioni». 
AL CALDO I giocatori girano in tuta, qualcuno a maniche corte, per loro, abituati alle fredde temperature dell’Est. Si allenano col sorriso, arrivare all’ultima giornata a giocarsi qualcosa, Champions o Europa League che sia, è già un successo: hanno 4 punti, Roma e Bayer sono a 5, vincendo potrebbero andare agli ottavi se i tedeschi perdessero o pareggiassero col Barcellona o in Europa League se il Leverkusen riuscisse a fare il colpaccio contro Messi e compagni. «Se non avessimo avuto qualche possibilità - filtra dal ritiro qualche minuto prima dell’allenamento della mattina da lavoratori del club che chiedono di restare anonimi, perché le regole sono ferree, e parlano un po’ di inglese - non avremmo deciso di venire qui una settimana prima della partita per prepararla bene». 
ABITUDINI ITALIANE Il Bate, la cui spedizione è guidata da un team manager uomo di fiducia del club ed è stata organizzata in Italia dal procuratore Stefano Caira, sarà al completo soltanto lunedì, quando arriveranno altri impiegati della società, intanto sta cercando di prendere sempre più confidenza con le abitudini italiane: nessun cuoco personalizzato, si utilizza quello dell’hotel (quasi interamente riservato alla squadra), si mangia pasta in bianco o al pomodoro, riso, carne bianca, verdure, crostate di frutta o con la marmellata. Nessun vizio, per quello magari i giocatori usufruiranno della cena libera che vorrebbero organizzare nel centro di Roma non troppo a ridosso della partita [...]

Fonte: GAZZETTA DELLO SPORT - ZUCCHELLI

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