Rassegna Stampa

Ogni maledetta Champions: Spalletti come Al Pacino

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 15-08-2016 - Ore 10:55

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Ogni maledetta Champions: Spalletti come Al Pacino

IL MESSAGGERO - A volte la retorica piace. Attrae. La retorica del Gladiatore, celebre film diventato cult tra i tifosi della Roma e tatuaggio su tante braccia di calciatori e, appunto, appassionati romanisti. E' la retorica della musica, delle parole, che sono ovvie ma danno i brividi. Ogni volta che le ascolti. Oltre al Gladiatore va di moda tra tanti tifosi della Roma anche il celebre discorso di Al Pacino in Ogni maledetta domenica. Lo spogliatoio, la voce dell'allenatore che dà la carica, i giocatori ascoltano e rispondono in coro. Dalla retorica al brivido il passo è breve. Al Pacino parlava di centimetri. Ecco un pezzo di quel discorso che tanti tifosi hanno imparato a memoria. «Non so cosa dirvi davvero non so cosa dirvi davvero - le parole di Tony D'Amato, interpretato da Al Pacino, allenatore di una squadra di football nei confronti dei suoi giocatori - tre minuti alla nostra più difficile sfida professionale. Tutto si decide oggi ora noi... o risorgiamo come squadra o cederemo un centimetro alla volta uno schema dopo l'altro fino alla disfatta siamo all'inferno adesso signori miei credetemi. E possiamo rimanerci farci prendere a schiaffi oppure aprirci la strada lottando verso la luce possiamo scalare le pareti dell'inferno, un centimetro alla volta,.... In questa squadra si combatte per un centimetro in questa squadra massacriamo di fatica noi stessi e tutti quelli intorno a noi per un centimetro ci difendiamo con le unghie e con i denti per un centimetro, perché sappiamo che quando andremo a sommare tutti quei centimetri: il totale allora farà la differenza tra la vittoria e la sconfitta, la differenza fra vivere e morire». Vivere e morire. Si muore per un centimetro e ora, per la Roma, che deve passare il turno di Champions. Il club ha pubblicato su facebook una cosa simile. Squadra in cerchio, voce fuori campo e squadra in coro pronta alla risposta. Alla gente è piaciuto, l'ha condiviso, twittato ritwittato. Va visto. Ma questo è il discorso nello spogliatoio della Roma. «Si va in campo e si corre per la Roma, si va in campo e si lotta per la Roma, si va in campo e si muore per la Roma». Per chi lotto? Roma!»; «Per chi corro? Roma?»; «Per chi muoio? Roma, Roma, Roma». Retorica, brividi.

Fonte: Il Messaggero

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