Rassegna Stampa

Ok del comune, ma si attende al nuova giunta

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 26-06-2016 - Ore 09:23

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Ok del comune, ma si attende al nuova giunta

IL TEMPO - MAGLIARO - In Campidoglio l'esame delle carte progettuali per l'edificazione del nuovo Stadio della Roma a Tor di Valle sarebbe concluso. E, da quanto Il Tempo ha raccolto fra i funzionari capitolini, sembrerebbe anche con esito positivoIn sostanza, i diversi dipartimenti che hanno esaminato il progetto - urbanistica, mobilità, ambiente, commercio - con il compito di verificarne la piena rispondenza alle norme nazionaliregionali e alladelibera di pubblico interesse, avrebbero concluso che, sì, il tutto è completo e potrebbe andare in Regione. 

Questo non vuol dire che il progetto vada bene e sia approvato: per l'analisi dei singoli elementi - Stadio, Roma Village, Nuova Trigoria, Convivium, Torri e tutto il sistema delle opere pubbliche - si dovrà attenderel'avvio della Conferenza di Servizi decisoria in Regione.

 
Conferenza regionale che, per poter iniziare, necessita dell'ok formale del Campidoglio. 

Un ok che, per ovvie ragioni di correttezza istituzionale, dovrà attendere il prossimo 7 luglio con l'insediamento formale della nuova Giunta e, soprattutto, del nuovo assessore all'Urbanistica, indicato dal sindaco Raggi nel professor Paolo Berdini. 
E, infatti, sempre secondo "radio Campidoglio" già il 15 luglio sarebbe stata fissata una riunione operativa con il nuovo Assessore proprio per affrontare il dossier Tor di Valle. Se sarà confermato il via libera tecnico, già lo stesso 15 luglio verrà dato il via libera alla Regione. Da quel momento, la palla passerà a alla Regione Lazio che dovrà convocare la Conferenza di Servizi decisoria. 180 giorni, così stabilisce la legge, per esaminare riga per riga tutte le soluzioni progettuali proposte e dare il via libera definitiva al sogno giallorosso. 

Le opere pubbliche
Berdini afferma che le opere pubbliche inserite nel progetto saranno realizzate attraverso l’esborso di denaro pubblico noto (gli oneri di urbanizzazione previsti dalla legge) e da altro denaro di proprietà pubblica derivante dai maggiori introiti dovuti agli aumenti di volumetria concessi, indicando una cifra oscillante fra 400 e 800 milioni di euro. Si spenderanno dunque per opere utili solo e soltanto alla Roma calcio preziosi soldi pubblici.
La replica di Caudo si concentra sui numeri: le opere pubbliche realizzate con gli oneri di legge (fogne, strade, parcheggi) assommerebbero, da conteggio, a circa 90 milioni. Il privato ne realizza invece per circa 115 milioni. Inoltre la Roma realizza in regime di concorrenza inftrastrutture per 195,5 milioni di euro. In sostanza, non c'è nessuno spreco di denaro "pubblico" (gli oneri concessori) ma c'è, al contrario, un guadagno. Non si è mai visto a Roma che il pubblico in un intervento tutto privato "guadagni" opere per oltre 300 milioni di euro, il 30% dell’investimento (la prassi romana è intorno al 9/10%).

Il consumo del suolo 
Berdini (e Italia Nostra) sostengono che vi sia una enorme cementificazione e uno spropositato consumo del suolo, 89 ettari.
Caudo risponde: degli 89 ettari solo 44 saranno occupati da edifici, attrezzature e immobili, esattamente quelli già individuati come edificabili dal Piano Regolarote, il resto sono sistemazioni a parco fluviale, parchi e aree verdi. Ciò che è verde resta verde, viene solo curato, manutenuto e reso accessibile.

In tutto ciò, almeno su una cosa sia Caudo che Berdini sono d'accordo: entrambi ritengono che la loro azione amministrativa sia improntata alla lotta ai palazzinari. Quando la verità è questione di punti di vista.

Fonte: IL TEMPO - MAGLIARO

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