Rassegna Stampa

Olimpico, Bogarelli dov’è? Mister Infront non arriva

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 14-10-2015 - Ore 08:00

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Olimpico, Bogarelli dov’è? Mister Infront non arriva

GAZZETTA DELLO SPORT - STOPPINI - Avvistate balene norvegesi all’Olimpico. Pure un po’ di squali qua e là, aspiranti pinne e bocche sempre in movimento. Non tutti, eh. C’era un posto libero, tribuna Coni, fila 4 posto 5. Una sedia verde non s’abbassa, verde speranza per lui, per il calcio italiano sarebbe stato meglio il rosso dell’allarme. Marco Bogarelli, presidente di Infront indagato e controllato, all’Olimpico non s’è visto. Era annunciato, lo aspettavano tutti. «Ora arriva, non ha detto nulla in contrario», dicono quelli che il posto gliel’hanno riservato, nella lista che dà accesso al salotto buono di Roma, forse il migliore che c’è. Eppure Bogarelli era in città, per impegni di sponsor. Eppure il suo avvocato, giusto 24 ore prima, l’aveva garantito presente al ritrovo. 
Lotito show Fila 4, posto 5. Niente da fare. Fila 4, posto 5: nessuno si siede lì, forse per rispetto, forse perché il fantasma pesa, pesa tanto. «Ma ormai non arriva più» Forse ha cambiato idea. «Non ha nulla da temere», diceva chi lo conosceva bene solo lunedì. Qualcuno però deve avergli consigliato che le telecamere era meglio evitarle. Strana storia, lui che dei diritti tv ha fatto una vita e un conto in banca, adesso dalla comunicazione fugge: silenzio stampa, silenzio e basta. Eppure tanti amici lo avrebbero abbracciato. Per dire: Massimo Ferrero aveva il posto 6, giusto vicino a lui. «Vedrai che non succederà niente», sussurra Ferrero a chi gli sta vicino tra primo e secondo tempo, quando c’è da riempire la pancia un’altra volta. Prima, ai taccuini, aveva detto altro: «La Samp non è coinvolta, mi dispiace per Preziosi. Di sicuro, se bloccano i diritti tv, bloccheranno il calcio tutto, perché di questo si nutre il pallone». C’è da cambiare dieta, forse. Sai che delusione. Delusione per Claudio Lotito, altro indagato della sporca faccenda, un altro che qualche parolina con Bogarelli l’avrebbe scambiata volentieri, faccia a faccia, senza bisogno di telefono, hai visto mai. Vabbè, Lotito ha mangiato, quanto ha mangiato. E con chi ha mangiato. Tavolo a quattro: Setti, Fenucci, Lotito e Stirpe. Sì, il presidente del Frosinone, quello che la Serie A doveva vederla in cartolina, nella famosa telefonata con Iodice entrata nell’inchiesta. Toni cordiali, di più: amici veri. Iodice chi? Comanda Lotito. Comanda tanto che quando inizia la partita, il presidente Tavecchio cerca il suo posto in fila 1, vicino - come sarebbe normale - al collega della federazione norvegese. E invece lo trova occupato. Da chi? Lotito, ovvio. Che si congratula (in quale lingua?) con il numero uno norvegese dopo il gol. Tavecchio è relegato in seconda fila. Malagò, invece, a un certo punto aggancia il prefetto di Roma, Gabrielli. 
Quanta gente Le balene nel frattempo vanno in vantaggio, gli squali fanno spallucce. Ferrero si alza, neppure metà primo tempo è passata. «Scusate, devo annà al bagno». Fatto tutto, torna più Massimo che mai: «Tranquilli, mo je ne famo tre». Il presidente Pietro Grasso si guarda intorno spaesato. Al bar neppure lo servono. Ferrero continua: «Al Comune di Roma mo’ fanno il commissario, vedrai». Lotito è dappertutto. Si perde pure il figlio Enrico, incrocia Italo Zanzi, Ceo della Roma: «Ciao bello». Poi Zanzi passa da Daniele Pradé: «Le partite più difficili sono quelle dopo la sosta», dice Italo. Più in là Marco Fassone, ex dg Inter, batte il cinque con Vincenzo Montella. Il secondo tempo è ricominciato, ma il buffet dei dolci interessa di più. Poi la rimonta dell’Italia. Baci e abbracci. Lotito attacca l’ultimo bottone, Ferrero si prende i meriti della rimonta. Il posto 5 alla fila 4 è sempre vuoto. Sarà per la prossima volta. O forse no. 

Fonte: GAZZETTA DELLO SPORT - STOPPINI

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