Rassegna Stampa

Roma, l’Olimpico è deserto, ma c’è il Totti show

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 30-09-2016 - Ore 07:23

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Roma, l’Olimpico è deserto, ma c’è il Totti show

IL CORRIERE DELLA SERA - VALDISERRI - Nel deserto dell’Olimpico, che visualizza la retrocessione dalla Champions all’Europa League, la Roma batte il derelitto Astra Giurgiu, fa un passo doveroso verso la qualificazione ai sedicesimi e porta a casa il minimo sindacale di ottimismo per la sfida di domenica sera contro l’Inter. È lì, contro la banda De Boer che ha fatto un’altra figuraccia nell’Europa di serie B, che si capirà meglio il futuro delle due squadre.

Difficile dare un valore effettivo alla sfida ai romeni, in caduta libera dopo le disavventure giudiziarie del loro presidente, ma che erano riusciti — chissà come — a eliminare il West Ham nei preliminari. Facile dire che è stato ancora una volta Totti il migliore in campo e quello che ha fatto qualcosa in più per chi aveva pagato il biglietto. Due assist e mezzo: quelli veri a Strootman (1-0) e Salah (4-0), il mezzo con la punizione stampata sulla traversa che ha innescato il tap-in di Fazio (2-0). Il 3-0, invece, è stato un tragicomico autogol di Fabricio, ottimo per sintetizzare la cifra stilistica del confronto. Se l’è cavata bene Alisson, il portiere di Coppa, che ha chiuso la porta a Nicoara dopo 5’. Inimmaginabile pensare l’Astra in vantaggio all’Olimpico ma c’è voluta la manona del portiere brasiliano per evitare l’incredibile. Sempre al buio, invece, Iturbe, ormai desaparecido.

Spalletti ha alternato Strootman e Nainggolan, Florenzi e Bruno Peres. Ha lasciato per 90’ in panchina Dzeko e questa è la grande domanda in vista della gara di domenica: il bosniaco è stato fatto riposare o Spalletti ha deciso, dopo la scoppola contro il Torino, di ritornare a una formula senza il centravanti di ruolo? Totti ha giocato per 90’ filati, come contro il Crotone. Domenica sera partirà, quasi sicuramente, dalla panchina, ma in campo dimostra ancora di saper fare cose che gli altri non provano nemmeno.

La cosa migliore della serata, a ben guardare, è stato il coro dei tifosi per lui. Prima un sempreverde: «Tanti auguri a te». E poi un simpatico: «Capitano, pagaci da bere». Erano pochi ma fedeli. E la bevuta potrebbe costare meno del ricevimento a Tor Crescenza.

Fonte: IL CORRIERE DELLA SERA-VALDISERRI

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