Rassegna Stampa

Olimpico dolce casa. Con Garcia è una marcia da scudetto

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 09-11-2014 - Ore 08:39

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Olimpico dolce casa. Con Garcia è una marcia da scudetto

Aveva capito tutto, Rudi Garcia, la prima volta che vide l’Olimpico da allenatore della Roma. Non c’erano ancora state partite ufficiali, ma lui rimase stupito nel sapere che la panchina giallorossa era quella del lato Nord, lontana dal cuore del tifo romanista. «Cambiamo subito – ordinò ai dirigenti – perché io voglio stare vicino alla Curva Sud e voglio che siano i tifosi a spingerci. L’Olimpico deve diventare la nostra cassaforte». Sedici mesi e 24 partite di campionato dopo, i fatti gli hanno dato ragione: in tutte le gare di Serie A giocate all’Olimpico (ed escluso il derby di ritorno dello scorso anno quando la Roma era squadra ospite), i suoi calciatori hanno vinto 20 volte, pareggiato 3 e perso soltanto contro la Juventus a maggio.

Fortino -  L’Olimpico, da quando c’è Garcia, ha rappresentato sempre una marcia in più, capace di spingere la Roma a segnare 55 gol e a subirne soltanto 9, di cui nessuno in questa stagione. Non solo: tolti i bianconeri e le tre squadre con cui la Roma ha pareggiato (Sassuolo, Cagliari e Inter) e tolto il Chievo, sconfitto 1-0 con gol di Borriello, tutte le altre sono state costrette a vedere la porta bucata in almeno un paio di occasioni. Segno che in casa la Roma ha vinto (quasi sempre) e convinto (spesso), come chiesto da Garcia ai suoi calciatori fin dai primi giorni di lavoro.

Come a Lilla - Anche quando era a Lilla l’atteggiamento era lo stesso: l’anno che vinse il campionato, la sua squadra non fece percorso netto, visto che fu sconfitta dal Marsiglia, ma su 19 partite ne vinse 13 e ne pareggiò 5, mentre in trasferta fu meno costante: 8 vittorie, 8 pari e 3 k.o. «Il titolo – disse allora Garcia – ce lo siamo costruito in casa nostra: abbiamo messo i mattoni e le fondamenta, fuori abbiamo perfezionato i lavori».

Minimo stagionale? - Ecco perché la partita di oggi diventa fondamentale, a maggior ragione contro un avversario che lo scorso anno lo ha messo in difficoltà. All’andata fu proprio la squadra di Ventura a fermare la Roma dopo le prime dieci giornate, al ritorno la vittoria fu portata a casa soltanto a tempo scaduto grazie a una rete di Florenzi. Era il 25 marzo, lo scudetto era ormai un miraggio e gli spettatori appena 31.979. Stasera saranno pochi di più, la Roma spera di superare quota 35mila, ma il rischio che non si battano le 34.044 presenze registrate contro il Cesena è forte. Sarebbe il minimo stagionale e questo poco piacerebbe a Garcia: ci sarà Pallotta, ma il tecnico rimane concentrato sulla partita. A lui importa solo che la Roma mantenga la tradizione e continui a vincere all’Olimpico, magari grazie all’aiuto dei tifosi. In fondo, un anno e 4 mesi fa ha deciso di cambiare panchina proprio per questo.

Fonte: GASPORT - ZUCCHELLI

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