Rassegna Stampa

Olimpico, febbre a 38 per il Capitano di tutti

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 27-09-2014 - Ore 14:00

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Olimpico, febbre a 38 per il Capitano di tutti

Tiziano, insieme con i suoi tre fratelli, romanisti fracichi come lui, aveva pensato di chiudere il ristorante «perché a Natale non si deve lavorare». Oggi è il compleanno di Francesco Totti, il capitano della Roma e dei tifosi della Roma, e nell’immaginario della gente che ha una Lupa tatuata sul cuore è un giorno di festa. Questione di fede (romanista), condita da un’esagerazione passionale che è figlia della città e anche del festeggiato. Determinare i confini del tifo, del resto, è praticamente impossibile, e quindi è inutile sparare sentenze. Anche perché scherzare, come in questo caso, non fa male a nessuno. E poi, a dirsela tutta, Totti è Totti. E la festa sua è diventata da una ventina abbondante di anni la festa di tutti i romanisti. Lui, il festeggiato, ha cercato in tutti i modi di non essere troppo al centro dell’attenzione anche in una giornata particolare come s’annuncia quella odierna: forse si è stancato di contare le candeline, chissà. Di certo, lo stadio oggi pomeriggio gli ricorderà la ricorrenza, con la speranza di salutare con la festa di Totti anche la quinta vittoria di fila in campionato della Roma.
«DIECI ANNI DI MENO» –  Ma Francesco oggi pomeriggio sarà in campo o in panchina? Rudi Garcia, ieri in conferen«a-stampa, non ha voluto anticipare niente.

Ha rimandato a ora da destinarsi ogni notizia in merito, ma il francese non ha potuto fare a meno di parlare del “fenomeno” Totti. «Non penso che dobbiamo dire a Francesco l’età che ha perché di sicuro lui pensa di averne 28 anni, e va bene così. E’ un giocatore fondamentale, enorme. E’ un piacere vedere Francesco prendere piacere sul campo con la sua e la nostra Roma. Sul piano fisico è una forza della natura: non può giocare così a 38 anni se non si ha una struttura migliore degli altri. Poi c’è la sua professionalità, senza fare questo allenamento invisibile non potrebbe essere così». Chapeau. Dall’allenatore della Roma a un illustre tufosi gialloropsso, Gigi Proietti. «L’augurio a Francesco Totti è automatico, ma si tratta di un augurio reciproco, per tutti noi tifosi, che continui così e che abbia davanti altre stagioni come questa. Lui rappresenta molto più di una squadra: rappresenta una città e un esempio per i giovani. C’è poi la grande professionalità, basti pensare alla forma, anche in relazione al ruolo: non è un portiere o un difensore ma un attaccante. Gli auguro ogni bene nella sua vita privata e anche per noi, egoisticamente, che continui ad essere il grande Totti che conosciamo».
L’EREDE DE ROSSI –  Alla vigilia del Totti day, il capitano si è raccontato fotograficamente alle telecamere di Roma tv. Tra le tante cose confidate, un paio meritano di essere sottolineate. Tipo: «Il 17 giugno 2001 ho vinto il mio primo scudetto», e quel primo vuol dire tante cose, e poi parole dolcissime sul conto di De Rossi. «E’ un amico, ho condiviso con lui momenti belli e soprattutto brutti. E’ cresciuto qui e sono fiero che sarà lui il futuro capitano. Tra un pò lo diventerà sicuramente ma è già un capitano così, anche senza indossare la fascia». Una sorta di passaggio di consegne, anche se la faccenda era nota e certificata da tempo. Ma un’investitura così solenne ha un sapore particolare. Daniele, però, dovrà aspettare ancora un pò, ma non se ne fa un cruccio essendo tifoso di Totti come tutti i romanisti.

Fonte: Il Messaggero

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