Rassegna Stampa

Ombre minacciose sull’Italia: Conte lavora per scacciarle

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 07-10-2015 - Ore 06:46

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Ombre minacciose sull’Italia: Conte lavora per scacciarle

CORRIERE DELLA SERA - BOCCI - La difesa della Juve scricchiola, la regia di Pirlo è ingiallita e l’attacco azzurro è anemico. Antonio Conte vede «una squadra che cresce e che risponde», ma se la qualificazione all’Europeo francese è vicina, la messa a punto per ben figurare tra otto mesi a Parigi è un lavoro ancora lungo e laborioso. A Baku, contro l’Azerbaigian rivitalizzato da Prosinecki, il c.t. chiede tre punti per chiudere la pratica. Spostando l’orizzonte più avanti bisogna cancellare le ombre che si allungano minacciose sull’Italia. 
Gol presi
La difesa della Juve, che Conte ha trasportato in Nazionale, perde colpi: 8 gol al passivo nelle prime 7 giornate di campionato creano più di un motivo di preoccupazione ad Allegri. L’anno scorso i gol al passivo, a questo punto della stagione, erano solo 3. Conte è sereno: «Con me la difesa funziona». I numeri lo confermano visto che nelle due gare di settembre abbiamo mantenuto la porta inviolata. Ma nelle precedenti 4, amichevoli comprese, abbiamo incassato sempre almeno un gol (5 in tutto). In ogni caso nelle prime esercitazioni tattiche l’allenatore azzurro ha provato gli uomini che dovrebbe impiegare nella lontana Baku e che ha fatto giocare a Palermo con la Bulgaria: Darmian e De Sciglio sulle fasce, Bonucci e Chiellini in mezzo. 
Regia sbiadita
L’Italia è ancora aggrappata ai movimenti leggeri di Andrea Pirlo, che sta vivendo un momento delicato. A Baku, il 7 settembre 2002, il regista aveva debuttato in Nazionale con Giovanni Trapattoni. Sabato ci torna e sarà una partita altrettanto cruciale. Pirlo deve guidare gli azzurri alla qualificazione europea e allontanare le ombre che lo perseguitano da quando ha lasciato la Juventus e si è trasferito negli Stati Uniti. Andrea nel campionato americano non ha incantato e con il New York City rischia di rimanere fuori dai playoff. Sarebbe un brutto colpo. Anche in Nazionale, contro Malta, ha deluso e nella successiva (ravvicinata) partita con la Bulgaria è finito in panchina. Conte è intenzionato a riproporlo al centro della squadra e questo è l’orientamento sino all’Europeo francese. Anche per mancanza di valide alternative: De Rossi non convince, Marchisio sta uscendo da un infortunio, Valdifiori si è smarrito nel Napoli, Verratti viene usato da interno e Montolivo si è appena riaffacciato in Nazionale. Però il campione di mille battaglie deve invertire la tendenza dell’ultimo periodo. Ora è cupo e nervoso: all’azzurro ci tiene e le critiche lo hanno ferito, forse per questo ha declinato l’invito a presentarsi in sala stampa. Il silenzio come rifugio per ritrovare concentrazione. 
Attacco anemico
Aspettando Rossi e confidando nella miracolosa rinascita di Balotelli, siamo aggrappati a Graziano Pellè, il miglior centravanti dell’era Conte (3 gol in 6 partite), che nell’ultimo weekend si è preso il lusso di prendere a spallate Mourinho. A Baku toccherà ancora a lui (quarta volta di fila nelle qualificazioni), magari con Candreva e uno tra El Shaarawy e Insigne. Il napoletano è il più in forma, ma ieri è rimasto a riposo: «Niente di grave — assicura il professor Castellacci — in accordo con il Napoli abbiamo tolto del liquido dal ginocchio destro contuso». Oggi capiremo se Insigne potrà recuperare per l’Azerbaigian, altrimenti via libera all’ex milanista. Il gol resta un problema: 11 realizzati nelle 8 partite di qualificazione, pochi rispetto ai 29 della Polonia, ai 26 dell’Inghilterra e ai 22 della Spagna. Era da Francia ’98 che non segnavamo così poco nelle qualificazioni. 

Fonte: CORRIERE DELLA SERA - BOCCI

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