Rassegna Stampa

Operazione rilancio

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 10-09-2014 - Ore 08:25

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Operazione rilancio

Provare a recuperarlo. Anche perché un’alternativa non c’è, almeno fino a gennaio.

Maicon riparte dalla Roma dopo aver chiuso nel modo peggiore il capitolo Seleçao. Il terzino è atterrato ieri a Fiumicino verso ora di pranzo, ha evitato il contatto con i cronisti appostati all’aeroporto e si è presentato a Trigoria poche ore dopo. Negli uffici del Bernardini era già andato in scena in mattinata il confronto Garcia-Sabatini sull’argomento. E i due si sono trovati subito d’accordo: alla Roma serve Maicon e viceversa. Quindi bisogna proteggerlo e tentare di rilanciarlo subito.

Quando il brasiliano ha varcato il cancello di Trigoria, Sabatini era già uscito mentre Baldissoni e Zanzi erano di rientro dalla riunione dell’Eca a Ginevra.Perciò l’unico faccia a faccia c’è stato con Garcia. All’allenatore non interessava tanto sapere i motivi che hanno portato la Seleçao a cacciarlo dal ritiro, bensì capire da Maicon quali strascichi gli abbia lasciato l’amara vicenda e se si sente dentro ancora la forza per tornare ai suoi livelli con la maglia giallorossa. La reazione del terzino è stata positiva. Non solo a parole: chiuso il colloquio con Garcia, si è messo gli scarpini ed è andato subito a correre in campo per una seduta differenziata, quando di solito ai giocatori di rientro da lunghi viaggi viene risparmiato il lavoro sul campo.

Un nuovo inizio, insomma. Tutta da verificare la possibilità di tagliare il traguardo, ma sia Maicon che la Roma vogliono quantomeno provarci. Difficile vedere il brasiliano titolare a Empoli – si gioca sabato alle 18 e restano tre allenamenti – mentre la sua candidatura per l’esordio in Champions contro il Cska è lanciata.

Rimane da chiarire cosa sia davvero avvenuto nella «tormentata» notte di Miami. Sabatini ieri ha ricevuto finalmente una risposta da Gilmar Rinaldi, che ha confermato la versione già trapelata: Maicon non si è presentato in albergo all’orario previsto. Il resto è racchiuso nei racconti «ufficiosi», ovvero la furente lite del giocatore con Dunga, quella ancora più dura (e c’è chi giura manesca) con lo stesso Rinaldi. Ora Sabatini intende mettere da parte la rabbia per come è stato gestito il caso dalla Seleçao e di sicuro domani difenderà il giocatore nella conferenza stampa programmata a Trigoria. Poi ci sono tre mesi di tempo per valutare sul campo il suo rendimento, prima di decidere sul rinnovo o intervenire eventualmente sul mercato di gennaio. In Brasile il caso è ancora molto caldo e ogni giorno spuntano nuove versioni. Quella di ieri, lanciata da Espn: sabato pomeriggio Maicon ha partecipato a un «churrasco» con amici e familiari (lo testimonia anche una foto postata sui social alle ore 18 e poi rimossa) mentre altri compagni la sera prima avevano festeggiato la vittoria sulla Colombia ballando in compagnia del rapper canadese Drake. E ora il papà del romanista vuole che suo figlio racconti la verità.

«È stata una decisione della dirigenza e di Dunga, dobbiamo rispettarla – ha commentato capitan Neymar – succede e bisogna accettare che le cose vadano così». Per Danilo del Porto, «l’esclusione non sorprende, perché questo è il modo di lavorare di Dunga». Eppure nessuno tra i presenti lo conosceva meglio di Maicon.

Fonte: IL TEMPO AUSTINI

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