Rassegna Stampa

Ora c'è tempo per crescere

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 11-09-2013 - Ore 13:45

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Ora c'è tempo per crescere

Bontà sua, Balotelli non sbaglia il rigore che si è procurato e questo gol, che segue di poco l’inzuccata di Chiellini su uscita a farfalle di Cech, vale il Brasile. Con due turni d’anticipo: mai accaduto prima, e questo dice che Prandelli, raccolta una Nazionale ridotta ai minimi termini, l’ha pilotata con saggezza e mestiere. Bene, ora c’è tutto il tempo per capire dove questa squadra possa migliorare. Il girone di qualificazione non era dei più difficili, poteva diventarlo per una certa tendenza degli azzurri a complicarsi la vita. Il bello di questa squadra, ha detto il ct, è che è consapevole dei propri limiti. Il discorso del saper soffrire è ormai logoro, ma anche ieri sera c’è stato da soffrire. Di positivo, la voglia dell’Italia di fare gioco.

Di negativo, gli errori sottoporta, quasi tutti di Balotelli. Di molto negativo che si becchi gol in contropiede dopo un angolo a favore: Kozak fa un gol alla Piola, i difensori latitano, Buffon non può nemmeno abbozzare la parata. La scelta iniziale della difesa a tre (non bene De Rossi, stranamente) e l’impiego di una sola punta sembrano felici. Dopo il gol di Kozak si torna a quattro.

Nella ripresa si vede Osvaldo per un pallido Giaccherini, ma non vede un pallone giocabile. La sensazione è che Balotelli ci tenga a fare reparto da solo. In un paio di circostanze ha ignorato Candreva, libero. I cechi randellano discretamente, ma anche Bonucci su Kozak non scherza, né più tardi Balotelli, ammonito, e poteva starci un secondo giallo. A rimetterci è Pasqual, il migliore con Chiellini, la fronte aperta da una gomitata di Kozak. Il tema più sfruttato: le sue avanzate sulla sinistra. I rischi della difesa, anche negli ultimi minuti coi cechi in dieci, dipendono da un centrocampo molto fragile nel lavoro di contenimento. E quasi alla fine del pt era uscito Rosicky, l’elemento più tecnico.

La lacuna più profonda era e resta lo scarso numero di gol in rapporto alle occasioni costruite. Non c’è tecnico che lo ammetterà mai, tutti dicono che bisogna preoccuparsi se mancano le occasioni da gol, e non farà eccezione Prandelli, che ha tutto il diritto di festeggiare con la sua truppa. Invece sarebbe il caso di chiedere maggiore lucidità nell’area avversaria e maggiore attenzione ai meccanismi di protezione, perché non sempre va a finire che vince chi ha più occasioni. Alla fine del pt Kozak ha avuto sul piede il pallone del 2- 0: fuori di poco, ed è qui che la partita ha preso una svolta, da un passaggio a vuoto possibile e temibile, per la tenuta nervosa, è arrivata la vittoria che porta in Brasile. Infine, il ct non perda di vista il codice etico. Il comportamento di alcuni, non del solo Balotelli, non sempre troverà arbitri comprensivi come Eriksson.

Fonte: La Repubblica

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