Rassegna Stampa

Origi: “Io golden boy grazie a Garcia”

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 19-06-2014 - Ore 08:50

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Origi: “Io golden boy grazie a Garcia”

La vera “perla nera” del talentuoso Belgio non è il centravanti di proprietà Chelsea che ha rotto con Mourinho ed è nel mirino di Juventus e Atletico Madrid, bensì un ragazzo diciannovenne che in 36’ di gioco s’è messo in mostra agli occhi del mondo sciorinando un repertorio di prim’ordine, come riporta oggi il Corriere dello Sport. Il “golden boy” di cui parliamo è Divock Origi, nato a Ostenda il 18 aprile 1995 e figlio dell’ex attaccante della Nazionale kenyota Mike Okoth e che gli fa da procuratore.

 
 
Attaccante del Lilla, terzo classificato nell’ultima Ligue 1 dietro Psg e Monaco, Origi è già diventato il più giovane calciatore nella storia del Belgio ad aver giocato in una fase finale della Coppa del Mondo. Non è di certo uno dalla stazza pesante: 185 centimetri per 75 chili, una pantera nera. « E crescerà ancora », giura papà Mike, ebbro di gioia. La Federazione di Nairobi ha fatto pressione sul padre per convincerlo a far accettare a suo figlio di scegliere la rappresentativa africana. « Il Kenya è la mia patria - si giustifica Origi senior - ma Divock è nato e cresciuto in Belgio. Ha cominciato nel Genk e ha fatto tutta la trafila, lavorando duro, nelle Nazionali giovanili dei “Diavoli Rossi” dall’Under 15 sino alla Nazionale maggiore. Perché mai avrebbe dovuto cambiare?» 

 

Negli ambienti Fifa c’è chi è pronto a scommettere che il talento a disposizione di Wilmots, dovesse continuare così, potrebbe addirittura concorrere per il prestigioso premio “Best Young Player Award ot the World Cup”. Nelle precedenti due edizioni, per la cronaca, sono sempre stati i tedeschi a farla da padrone con i successi di Thomas Müller e Lukas Podolski. Quest’anno gli eleggibili devono essere nati a partire dal 1° gennaio 1993.

 

 

Lui, Divock, giura di non montarsi la testa. E in effetti è un ragazzo estremamente a posto, gentilissimo, educatissimo, sempre disponibile con i “media”. E ha anche un altro grande vantaggio: a dispetto della giovane età parla perfettamente quattro lingue ovvero l’olandese, l’inglese, il francese e pure lo swahili. « All’Africa mi legano bellissimi ricordi d’infanzia. Quanti giornate passate a giocare a calcio sui campi sterrati, bruciati dal sole dell’Equatore. Non c’erano le porte, ma noi ci aggiustavamo mettendo dei sassi al posto dei pali. E la mia carissima nonna che mi veniva a cercare perché non volevo mai tornare a casa per cena, ma continuare a giocare, giocare, giocare ».

 

 

Tra le persone più importanti della sua carriera calcistica non può certo dimenticare l’attuale tecnico romanista Rudi Garcia: « E’ lui che mi ha fatto debuttare in Ligue 1 quando avevo solo 17 anni. Era il febbraio 2013, perdevamo 0-1 in casa contro il Troyes. Il mister mi fece entrare a 20’ dalla fine al posto di Rodelin e io realizzai il gol del pari dopo 6’ ». Il suo contratto, rinnovato l’anno scorso, scadrà nel giugno 2016. Alla porta del Lilla hanno già bussato Real Madrid, Liverpool e Arsenal. « Ora io penso solo a far bene qui in Brasile e poi al quarto preliminare di Champions League con il Lilla ad agosto ».

Fonte: corsport

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