Rassegna Stampa

Otto anni ai corruttori del calcio

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 22-12-2015 - Ore 09:15

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Otto anni ai corruttori del calcio

IL TEMPO - PIERETTI - Colpevoli. Il presidente dell’Uefa Michel Platini e quello della Fifa Josef Blatter sono stati squalificati per otto anni dal comitato etico della Fifa per una somma di due milioni di franchi svizzeri che il primo avrebbe ricevuto dal secondo senza un fondamento giuridico.

La sentenza ha effetto immediato e di fatto chiude la carriera dirigenziale dei due protagonisti; ma se per l’ex colonnello elvetico questo sembra essere un prepensionamento anticipato di un paio di mesi, per l’ex fuoriclasse francese è un vero e proprio sgambetto, un intervento dritto sulle gambe per evitare che possa compiere un solo passo in più: lo hanno falciato da dietro - in maniera plateale - affinché cadesse con le gambe all’aria, senza alcuna possibilità di ripartire. La tesi dell’accusa tende evidentemente a dimostrare che la somma di denaro altro non sia che una tangente ricevuta all’indomani del voto per l’assegnazione dei Mondiali del 2022 al Qatar. Gli avvocati della difesa ricorreranno al Tas di Losanna presentando istanza anche alla giustizia civile. Platini avrebbe pagato il corrispettivo della somma percepita al fisco, e questo smonterebbe totalmente la tesi accusatoria.

«Questa sentenza non mi sorprende - afferma il presidente dell’Uefa - la procedura adottata nei miei confronti dalla Commissione Etica della Fifa è una messinscena allestita per infangarmi con accuse che conosco bene e che oggi smentisco nella loro legittimità e credibilità. Sono convinto che la mia sorte fosse stata già decisa prima dell'udienza del 18 dicembre e che questo verdetto non sia altro che una copertura patetica della volontà di eliminarmi dal mondo del calcio. Nella vita, così come nell'esercizio dei miei mandati, il mio comportamento è stato sempre impeccabile e io sono in pace con la mia coscienza. In parallelo al ricorso al Tribunale arbitrale (Tas), sono determinato a ricorrere, al momento opportuno, alla giustizia civile per ottenere il risarcimento di tutti i danni che subisco da troppe settimane. Andrò fino in fondo in questa vicenda». Da Nyon arriva una nota che sostiene il dirigente appena condannato dal comitato etico della Fifa. «La Uefa è delusa da questa decisione, che tuttavia è soggetta ad appello. Ancora una volta - sottolineano dall’ufficio centrale - la Uefa sostiene il diritto di Michel Platini a un giusto processo e la possibilità di ripulire il suo nome».

Anche il presidente della Fifa reagisce con veemenza alla sentenza della commissione etica. «Continuo a essere il presidente della Fifa - afferma Blatter - io non mi vergogno della squalifica, semmai mi vergogno delle prove che hanno presentato. Sono triste per il calcio e per la Fifa, sono stato trattato come un punching-ball. Se i Mondiali fossero stati assegnati agli Usa invece che a un paese europeo (la Russia ndc), tutto questo non sarebbe mai successo. Farò appello, e ricordo che - da regolamento - il presidente può essere sollevato solo dall'assemblea generale».

Dopo la sentenza epocale della commissione etica della Fifa arriva anche il commento dell’ex presidente federale Abete. «Al di là dell'esito finale questa è una pagina triste per il mondo dello sport - sottolinea l’attuale vice presidente dell’Uefa - dopodiché sappiamo tutti che siamo solo al primo grado di giudizio e dobbiamo aspettare la parola fine. La priorità per Platini è la difesa della sua onorabilità - continua l’ex numero uno della Figc - bisogna avere più certezze, è sconcertante l'assenza di chiarezza sulle procedure e sulle tempistiche, sono transitate una marea di informazioni attraverso i componenti degli organi di giustizia. Bisogna rispettare la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva ma rimane una ferita profonda: sarà un Natale amaro per chi è stato sanzionato, ma in generale per tutti gli appassionati di calcio». Platini è finito in fuorigioco. La partita per la poltrona presidenziale della Fifa va avanti senza di lui.

 

 

 

Fonte: IL TEMPO - PIERETTI

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