Rassegna Stampa

Pallone d'oro, è il giorno di Messi. Florenzi lo sfida per il miglior gol

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 11-01-2016 - Ore 12:05

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Pallone d'oro, è il giorno di Messi. Florenzi lo sfida per il miglior gol

GAZZETTA.IT - V.CLARI - Due grandi interrogativi aleggiano sopra la Kongresshaus di Zurigo, dove stasera verrà consegnato il Pallone d’oro 2015: quale improbabile giacca indosserà Leo Messi per il suo quinto trionfo? E soprattutto: chi consegnerà all’argentino il premio, ora che l’abituale mattatore della serata, Sepp Blatter, è costretto a guardare la cerimonia in tivù? Già, perché sul fatto che vinca la Pulce quest’anno i dubbi sono davvero pochi: alla solita stagione statisticamente mostruosa Lionel nel 2015 ha aggiunto tutto il vincibile (dalla Liga al Mondiale per club, con l’eccezione di una Supercoppa spagnola) col Barcellona. Con l’Argentina la corsa in Copa America si è fermata ai rigori, in finale, ma la macchia sulla stagione perfetta non pare abbastanza grande per mettere in dubbio il risultato finale.

NEYMAR EREDE? — Così di suspence ce ne sarà pochina, Leo allungherà a cinque distanziando ulteriormente non solo CR7, ma anche Van Basten, Platini e Cruijff fermi a tre. Sarà però interessante vedere se la diarchia Messi-Ronaldo, che si dividono il premio dal 2008, consentirà l’inserimento, seppur al secondo posto, non di un intruso ma di un possibile erede. Il brasiliano Neymar, alla miglior stagione della sua carriera, e con il corredo di “tituli” pari al numero 10 argentino, minaccia di essere un candidato credibile per la vittoria finale. Non oggi, ma in un futuro prossimo. Cristiano Ronaldo (54 gol e zero trofei), il cui urletto fu l’highlight della scorsa cerimonia, era già dato per superato anche nella triade (dal più che meritevole Luis Suarez). Ma l’ampia giuria ha evitato una serata tutta “blaugrana”.

NUOVA FIFA — Già, i voti: i giurati sono per un terzo giornalisti, per un terzo c.t. e per un terzo capitani delle nazionali. I francesi dell’Equipe sono gli ultimi ad aver espresso dubbi sulla formula, con giocatori e allenatori che tendono a votare per compagni di squadra (nazionale o club) e costanti polemiche del giorno dopo con qualcuno che sostiene che il suo terzetto è stato cambiato. Dolo o voti disattenti e inconsapevoli? Comunque sia, non è un bel segno. Oggettivamente, però, è l’ultimo dei problemi della Fifa attuale. La cerimonia di stasera sarà la prima del dopo-Blatter (anche se lui non sarebbe d’accordo). Ed è per questo fondamentale per l’organismo mondiale del calcio, che dovrà probabilmente far fronte al primo anno coi bilanci in rosso dal 2001 e che deve evitare una eventuale fuga degli sponsor dopo che l’Fbi ha azzerato i suoi vertici. Così, senza Blatter (ma anche Platini), stasera il lato istituzionale sarà ridotto al minimo. Previsto solo un breve discorso per presidente a interim, il camerunense Issa Hayatou (peraltro anche lui fra gli inquisiti), mentre è stato abolito il “premio presidenziale” e si tende a spostare l’attenzione su tifosi, social network e tecnologia. Ci sarà persino un drone a riprendere la cerimonia dall’alto: l’utilità ci sfugge, ma è molto “in”.

ASSENTI E FLORENZI — Qualcuno, comunque, ha preferito non esserci: è il caso di Luis Enrique, principale candidato al premio di miglior allenatore, ma “allergico” a serate di gala e premiazioni, e anche di tutto il Bayern Monaco, in tournée/preparazione. Assente Guardiola, quindi, altro possibile “tecnico d’oro”: resta l’argentino Sampaoli, vittorioso col Cile in Copa America. Saranno premiate anche le donne (Lloyd, Miyama e Sasic) e i tecnici delle squadre femminili (Ellis, Sampson, Sasaki). L’Italia in corsa con Florenzi e il suo missile da metà campo per il premio Puskas (miglior gol), ma anche qui l’uomo da battere è Leo Messi, con la sua allucinante serpentina contro l’Athletic, in finale di coppa del Re (non una garetta). Buffon, Chiellini, Pirlo e Verratti sono gli azzurri in corsa per la squadra dell’anno: dodici mesi fa nessuno dei nostri comparve nell’albo d’oro, la finale europea della Juve dovrebbe garantirci un pizzico di presenza in più. Dalle 17 parte il “red carpet” come agli Oscar: più paillettes e tweet per far dimenticare gli scandali. Questa pare la ricetta d’emergenza della Fifa. Per tutto il resto, c’è Leo Messi…

Fonte: Gazzetta.it - V.Clari

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