Rassegna Stampa

Pallotta adesso ha fretta, Totti no. Il ruolo da dirigente blocca il «sì»

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 16-05-2016 - Ore 07:04

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Pallotta adesso ha fretta, Totti no. Il ruolo da dirigente blocca il «sì»

CORRIERE DELLA SERA - VALDISERRI - «Pallotta attende la risposta di Totti. I tifosi attendono le risposte di Pallotta. È tutta un’attesa». La sintesi del vignettista Bobo Artefatti, grande tifoso romanista, è perfetta. Sembrava tutto chiuso - la Roma terza, Francesco Totti in campo ancora per una stagione - e invece non è così. Prima il d.g. Mauro Baldissoni e poi il presidente James Pallotta hanno scoperto le carte in tavola dopo che, per mesi, le avevano tenute coperte in nome del «segreto industriale».

Baldissoni prima di Milan-Roma: «Abbiamo fatto una proposta a Francesco, aspettiamo la risposta». Pallotta dopo: «Gli abbiamo fatto un’offerta più di una settimana fa, ma è strano che non l’abbia accettata perché io pensavo che volesse continuare a giocare. La nostra è un’offerta generosa. Se penso che alla fine firmerà? Avrebbe dovuto già farlo, probabilmente non sta ricevendo buoni suggerimenti dai suoi consiglieri. Da presidente voglio una grande Roma e questo non può riguardare solo un giocatore».

Totti ha aspettato per mesi che Pallotta trasformasse in realtà la promessa che gli aveva fatto («Sarà lui a decidere il suo futuro») e della quale poi si era pentito («Il corpo di Francesco non riesce più a fare quello che gli dice la testa»). Ora, con una campagna abbonamenti che non decolla, è Pallotta ad avere fretta.

Totti non ha (ancora) risposto. L’ultima volta che ha parlato, nell’intervista al Tg1 alla vigilia di Roma-Palermo del 21 febbraio, chiedendo rispetto e chiarezza, fu tolto dalla lista dei convocati per la partita. Da allora ha preferito i fatti: 4 gol e 3 assist nelle ultime sette giornate, decisivi per il preliminare di Champions League.

Ma su cosa si discute, quando le due parti sembravano vicinissime al rinnovo per un anno? Non sull’ingaggio (circa un milione, più bonus). Poco sui diritti di immagine, anche se la partita di addio di Totti «vale» almeno due milioni di euro. Molto sul futuro da dirigente, tra un anno. Totti non vorrebbe un ruolo d’immagine ma un lavoro di campo, magari nel settore giovanile. Pallotta non vuole discuterne adesso. L’ipotesi più probabile resta ancora l’accordo tra le parti, ma il futuro non sarà in discesa. Certe storie lasciano cicatrici.

Sullo sfondo, il serrato corteggiamento della Juve nei confronti di Miralem Pjanic. A Torino sono convinti di avere preparato un’offerta irrinunciabile sia per la Roma (pagamento della clausola) che per il giocatore (perno del centrocampo al fianco di Pogba, per giocare la Champions per vincerla). Spalletti, nel dopo gara di San Siro, ha fatto capire chiaramente che per fare una grande squadra servono grandi giocatori, come Pjanic (10 gol e 12 assist in campionato). Mire ha molto gradito. Quale sarà, adesso, la risposta di Pallotta?

 

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