Rassegna Stampa

Pallotta chiude con Garcia, dopo il Genoa si cambia

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 18-12-2015 - Ore 08:06

|
Pallotta chiude con Garcia, dopo il Genoa si cambia

LA REPUBBLICA - PINCI - Mesi di accanimento terapeutico non sono bastati a rianimare un rapporto morto. StavoltaPallotta ha deciso. La Roma è pronta a cambiare, l’era Garcia è ai titoli di coda: dopo lo strazio tollerato per 12 mesi il presidente, allineato all’umore di una città furiosa, non ne può più. C’era una Roma prima dello Spezia, c’è un’altra Roma dopo: nulla è più come prima, tutti sono convinti che serva un’immediata decisione. Il paradosso che completa il quadro è però chePallotta e i dirigenti, pur avendo già deciso l’esonero di Garcia, non possono ancora cacciarlo: non senza avere in mano un’alternativa spendibile con la piazza e con la squadra.

Il giorno dopo l’ultima figuraccia, quindi, l’unica novità è un ritiro a singhiozzo, una sorta di semilibertà che prevede solo di dormire tutti insieme - anche dopo la cena solidale di Natale - per avvicinarsi a Roma-Genoa di domenica. Fino ad allora non cambierà nulla, ma stavolta il destino è segnato. Hanno provato Sabatini e Baldissoni a tenere la spina attaccata, l’idea era arrivare fino all’estate aspettando magari Conte. Poi con lo Spezia la situazione è precipitata e nessuno fa più finta di non vedere. Da lunedì a meno di miracoli servirà un nome nuovo, in grado di dare la scossa nel presente senza far sentire la squadra in vacanza. E che accetti di lavorare con uno staff già definito, dalpreparatore Norman ai medici fino ai preparatori, figure volute da Pallotta che oggi non vuole allontanare. Da ieri sono stati avviati i primi sondaggi. I nomi? Bielsa il primo della lista, suggestione attualissima e fortemente sostenuta dal ds Sabatini. Anche se l’opportunità di prendere in corsa un guru eccentrico e dai metodi rivoluzionari convince poco. Spalletti, in grande ascesa, è la soluzione più facile, accetterebbe lo staff imposto ma lascia dubbi per i rapporti logori con l’ambiente. Lippi ha ricevuto sondaggi e telefonate da vecchi amici di Trigoria, ma l’idea non decolla e lui giura: «Non mi ha chiamato nessuno». Il crollo però mina anche la stabilità manageriale:Sabatini ha legato il suo destino a quello del tecnico francese e la prossima testa a saltare potrebbe essere la sua. Soltanto a fine stagione però.

Mentre la dirigenza cerca soluzioni, paradossalmente la squadra continua a lavorare con un Garciasfiduciato. E ora preoccupato dalla degenerazione collettiva: s’è fermato per oltre un’ora a parlare con la squadra, per ascoltarla. Ha chiesto se credesse ancora in lui, quali problemi avverta. Ma i calciatori sono i primi a non sapere cosa stia accadendo. Qualcuno lamenta la riduzione degli allenamenti imposta al preparatore Norman dal tecnico, vedendo la squadra “stanca”. Altri hanno chiesto programmi personalizzati per lavorare anche a casa. Qualcuno già pensa al mercato di gennaio aspettando un grande club europeo e in campo non fa nulla per nasconderlo. Intanto la Roma affonda: ma per aggrapparsi a un salvagente è costretta ad aspettare ancora.

Fonte: LA REPUBBLICA - PINCI

commentiLascia un commento

Nome:  

Invia commento

chiudi popup Damicom