Rassegna Stampa

Pallotta: «Dobbiamo tutti calmarci un po’»

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 08-10-2014 - Ore 10:40

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Pallotta: «Dobbiamo tutti calmarci un po’»

Si è preso 48 ore di tempo per riflettere, anche perché chi lo ha incrociato nella pancia dello Juventus Stadium domenica pomeriggio assicura che James Pallotta fosse a dir poco infuriato per quello che aveva visto in campo. Per questo ha preferito non parlare dopo la partita, con ancora addosso l’adrenalina per quella che a Trigoria continuano a ritenere un’ingiustizia. A mente fredda, però, il presidente giallorosso ha provato a rasserenare l’ambiente e allo stesso tempo a lanciare un messaggio a tutto il calcio italiano. «Cominciate ad abituarvi — le sue parole apparse sul sito internet della società — perché noi lotteremo sempre per arrivare in alto».
Pallotta in queste ore si trova a Londra per partecipare a «Leaders in football», il meeting annuale riservato ai manager delle società di calcio più importanti in Europa ma anche provenienti dallo sport americano, dalla Formula 1 e da multinazionali come Coca Cola e Microsoft, e domani sarà protagonista di un intervento sulla globalizzazione nel calcio in cui illustrerà le ragioni che lo hanno portato a investire nella Roma. Per il momento non è previsto nessun faccia a faccia con Andrea Agnelli, che non dovrebbe partecipare al meeting, ma l’invito del numero uno romanista di abbassare i toni ha tra i destinatari anche i rappresentanti della società bianconera.

Un intervento low profile in netta controtendenza rispetto a quelli, a fine partita, di Francesco Totti, Rudi Garcia e del d.s. Walter Sabatinima anche alle risposte dell’a.d. bianconeroMarotta e di Pavel Nedved. Pallotta, insomma, ha voluto abbassare i toni — non tutti i tifosi giallorossi hanno apprezzato — nel rispetto di una strategia di comunicazione che la Roma americana ha sempre portato avanti. Ma ha anche voluto dire alla squadra di non nascondersi dietro episodi arbitrali, seppure evidenti e penalizzanti come quelli di Torino.

 

 

 

Fonte: corsera (G. Piacentini)

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