Rassegna Stampa

Pallotta e Gabrielli vertice per la Sud Salah, c’è il rientro

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 12-12-2015 - Ore 08:52

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Pallotta e Gabrielli vertice per la Sud Salah, c’è il rientro
LA REPUBBLICA - FERRAZZA - Dopo botta e risposta sconfinati anche sulle ripicche personali, Pallotta e Gabrielli si sono finalmente incontrati. Un faccia a faccia breve, durato una ventina di minuti a Palazzo Valentini. Pochi convenevoli, per un vertice descritto dalle parti come pieno di buoni propositi. Al centro della discussione, la gestione della sicurezza all’Olimpico, in particolare la questione curva Sud. “Il presidente della Roma rende noto che il confronto è stato cordiale e positivo- si legge nel comunicato diffuso dal club giallorosso- il dialogo è stato utile a individuare un quadro di lavoro possibile per migliorare la fruibilità degli eventi sportivi della Roma allo stadio Olimpico da parte dei tifosi, con particolare riferimento alla Curva Sud. In tal senso nei prossimi giorni sarà condiviso con la Questura un percorso costruttivo da sottoporre in tempi brevi all’attenzione del Prefetto”. Bisognerà ora capire quanto davvero questo incontro possa aiutare a riavvicinare i tifosi a Pallotta, che ripartirà oggi pomeriggio per gli Stati Uniti.
 
A Trigoria si continua intanto a preparare la trasferta di domani a Napoli, e Salah pregusta il suo rientro in campo dal primo minuto. Decisivo sul campo, d’esempio fuori, l’egiziano si è divertito ieri mattina con i ragazzi di una scuola romana. All’interno dell’iniziativa “A scuola di tifo”, organizzata da Roma Cares, Salah ha incontrato gli studenti dell’istituto Piranesi, affrontando il tema del rispetto nello sport e nella vita. «Per me è alla base di tutto- le parole dell’attaccante di religione musulmana- bisogna rispettarsi sempre, nello sport e, in generale, tra bianchi e neri, tra religioni diverse e tra Paesi». Poi il concetto di squadra. «Si gioca tutti insieme. Quando si vince è la Roma a vincere, non Salah, Dzeko o De Rossi, così come quando si perde. Anche in una squadra è importante rispettarsi e amarsi reciprocamente, perché si gioca in undici e in undici si deve lottare. È importante parlarsi, dialogare e trovare la strada giusta».

Fonte: LA REPUBBLICA - FERRAZZA

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