Rassegna Stampa

Pallotta: "Garcia sarà il nostro Ferguson. Totti? Con noi a vita"

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 16-06-2015 - Ore 16:59

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Pallotta:

REPUBBLICA.IT - MONTI/PINCI - Il presidente giallorosso a tutto campo: non risparmia una tirata d'orecchie al tecnico ("sul gap con la Juve ha sbagliato"), parla di mercato ("Ci può servire un centravanti, faremo 4-5 innesti") e poi si concentra sul futuro del capitano: "Finché giocherà sarà un'arma in più. Ma vorrei che poi avesse un ruolo importante"Un'ora e mezza di conferenza fiume nelle prime ore della mattinata, al centro di Roma, per raccontare la sua, di Roma. James Pallotta prova a farsi giustizia dopo i "troppi articoli fantasiosi" che lo hanno indispettito negli ultimi mesi. Si scusa per aver "fatto fare la levataccia" ai cronisti presenti, si gira le maniche della camicia e si prepara al confronto tanto atteso per tutto l'ambiente giallorosso. Rassicura Garcia in via definitiva ("Vorrei che avesse con noi una carriera alla Ferguson") ma non gli risparmia un richiamo sulla conferenza al veleno di fine stagione: "Sul gap con la Juve ha sbagliato". Rimproveri anche alla Nike, che "deve distribuire meglio le nostre maglie, tanti non riescono a trovarle", e speranze regalate ai tifosi: "Venderemo un paio di giocatori, alcuni importanti, e faremo 4-5 innesti. Il grande centravanti? Possiamo prenderlo".

PALLOTTA CONFERMA GARCIA - Alle 8.10 l'ingresso - meno trionfante rispetto a quello della conferenza stampa di presentazione dello stadio al Salone delle Fontane  -  nella sala meeting dell'albergo in via di Ripetta. Lente d'ingrandimento puntata sull'argomento mercato: il presidente non lascia spazio a rivelazioni clamorose ("Sappiamo dove rinforzeremo la squadra ma non farò nomi"), limitandosi a delineare la linea del club: "Su Nainggolan stiamo lavorando ogni giorno, anche lui vuole restare. Il nostro centrocampo è tra i migliori in Europa, quando tutti sono in forma. La difesa ha sofferto l'assenza di Castan, anche Manolas ne avrebbe beneficiato e il suo ritorno è una fantastica notizia. L'attacco, però, ha segnato troppo poco. Ci può servire un centravanti per fare più gol". Spazio dunque ai sogni dei tifosi: "Troppo presto per pensare di portare a Trigoria uno come Higuain o Dzeko? No, non sarebbe un problema". E allora, ecco che anche Rudi Garcia - dopo ilconfronto chiarificatore nel pomeriggio di lunedì  -  può sperare: "Ieri con il mister ci siano confrontati e siamo sulla stessa lunghezza d'onda. Un bel meeting per uno scambio reciproco di pensieri. Mi ha anche detto che, quando avremo il nuovo stadio, gli piacerebbe prolungare il contratto. E' al 100% alla guida della squadra e vorrei che avesse con noi una carriera alla Ferguson. Ma dicendo che siamo lontani dalla Juve ha sbagliato. Non si è espresso bene  -  spiega il numero uno del club  -  e ne abbiamo anche parlato al telefono. Sa di aver commesso un errore ma quel che intendo chiarire è che non c'è alcuna lotta di potere: stiamo lavorando insieme come una squadra, sa che lo stiamo aiutando affinché possa focalizzarsi sulla tattica, l'allenamento e sul lavoro di campo".

RIMPROVERO ALLA NIKE - Per Pallotta di qualche errore si è macchiata anche la Nike, con cui la Roma ha firmato un contratto decennale e che da poco ha lanciato il nuovo kit casalingo per la prossima stagione. "L'accordo con loro‎ ci garantirà notevoli incassi nel corso del tempo. Non siamo contentissimi della loro produzione, fondamentalmente devono darsi una mossa perché abbiamo una grossa domanda a livello mondiale e sta a loro aumentare la distribuzione: non farà loro piacere sentire queste parole - aggiunge il presidente - producono bellissimi kit ma ora bisogna venderli". Sul main sponsor, che dalle maglie della Roma manca da 715 giorni, Pallotta di errore ammette il proprio: "Pensavamo di legare il jersey sponsor con i diritti per i 'naming rights' dello stadio ma abbiamo sbagliato. Ora siamo in contatto con tanti brand interessati. Il gap economico con la Juve lo colmeremo col nuovo stadio che ci permetterà di avere un fatturato superiore a qualunque altro club in Italia".

GAP CON LA JUVE COLMABILE - La questione focale analizzata da Pallotta nella lunga conferenza stampa è soprattutto quella relativa al gap tecnico con la Juve e i 17 punti di distanza con cui la Roma ha chiuso gli ultimi 2 campionati. Per Pallotta  -  che si distacca dal Garcia-pensiero espresso nella conferenza post-Palermo - il nodo "è la condizione fisica. Ma solo nella seconda parte di stagione. Non voglio puntare il dito su nessuno, avremmo necessitato di maggiore cooperazione. Ora abbiamo identificato alcuni tra i migliori profili a livello internazionale, lavorando sulla biomeccanica, sull'alimentazione e lo studio del sonno degli atleti. Anche Trigoria sta cambiando, già da ora la struttura è totalmente rinnovata e Garcia si è detto estremamente sorpreso dell'organizzazione". Secondo il presidente, si ripartirà dal nuovo staff di preparatori atletici per far sì che la distanza con i bianconeri possa ridursi, già dalla prossima stagione: "Il divario con la Juve non è poi così ampio, se i giocatori non sono stati al top della forma non è colpa loro. Nel girone di ritorno abbiamo pareggiato 13 partite e se ne avessimo vinte anche solo la metà saremmo stati più vicini. Comunque la Juve in finale di Champions è un buon segnale per il calcio italiano".

IL FUTURO DI TOTTI - Inevitabile parlare anche del capitano e di quello che sarà il suo futuro all'interno della rosa, prima, e del club poi: "Totti è un giocatore eccezionale, qualcosa di fondamentale per la Roma. Avrà un ruolo in questa squadra, in questa società e potrà farlo fin quando vorrà: da contratto sarebbe l'ultima stagione, ma qualsiasi decisione sarà presa da entrambe le parti. Finché giocherà sarà un arma in più per la squadra. A fine carriera vorremmo ricoprisse un ruolo importante, e sono certo che farà parte della Roma a vita. Mi piacerebbe che i nostri giovani prendessero spunto dalla sua condizione". A proposito di giovani, Pallotta si sofferma anche sulla 'green strategy' di Walter Sabatini: "Il direttore sta facendo un ottimo lavoro, scoprendo grandi talenti. Alcuni di loro hanno subito infortuni fastidiosi ma abbiamo visto che la società si è dimostrata abile a comprare calciatori giovani di valore". Se, come accaduto nelle ultime sessioni di mercato, la Roma sarà chiamata a vendere prima di comprare, il presidente non lo svela. Fa intuire, però, che le strategie potrebbero calcare le orme del passato, con la complicazione data dai paletti fissati dall'Uefa per il Financial Fair Play Finanziario, su cui si il manager di Boston si dice perplesso: "Sto ancora cercando di capire come funzionino le cose. Siamo un esempio da seguire, abbiamo ereditato grossi debiti. Siamo sorpresi dalle decisioni: anche io mi chiedo, guardando altri club, come riescano a cavarsela viste le differenze tra introiti e spese".

LOTTA AL RAZZISMO, NON AI TIFOSI - Una parola, infine, Pallotta la dedica alla polemica con una parte della curva dopo gli striscioni contro Ciro Esposito di Roma-Napoli: "Non ho niente contro la Sud. I tifosi sono un punto di forza della società e lo saranno ancor più con il nuovo stadio: se ci saranno questioni di violenza o razzismo io continuerò a schierarmi contro questi fenomeni e sarò il primo a difendere i miei giocatori se i tifosi saranno ingiusti con loro. Tutti vogliamo vincere  -  conclude il presidente giallorosso  -  ma i tifosi devono tifare anche quando le cose vanno male".

Fonte: REPUBBLICA.IT - MONTI/PINCI

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