Rassegna Stampa

Pallotta preme per lo Pallotta preme per lo stadio

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 28-02-2015 - Ore 10:03

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Pallotta preme per lo Pallotta preme per lo stadio

Arrivo intorno alle cinque del pomeriggio, ingresso in sordina dalla porta laterale, e due ore di colloquio con il sindaco Marino. Il presidente della Roma, James Pallotta e il direttore generale della squadra, Mauro Baldissoni, hanno discusso col Primo Cittadino ovviamente della questione stadio di Tor di Valle.

Trascorsi oltre due mesi dall’approvazione in Aula Giulio Cesare della delibera che ha sancito l’interesse pubblico alla realizzazione del futuro impianto della As Roma, si attende ora che Parnasi rediga i progetti definitivi che dovranno essere, poi, depositati in Comune e, dal Campidoglio, “girati” alla Regione.

Come al solito, da parte di Marino si dà fiato alle trombe dell’ottimismo («in poche settimane il progetto in Regione, grande certezza di poter arrivare entro il 2015 a iniziare la costruzione; Pallotta ci ha fatto vedere il numero di imprese coinvolte in diverse parti del mondo»), mentre dalla Regione si ostenta un pacato e tranquillo rifiuto di esporsi prima di vedere le carte.

Anche perché, oltre la questione dei tipi di progetti da presentare (per il Gruppo Parnasi solo quelli delle opere pubbliche e dello Stadio senza la parte commerciale, per il Comune, invece, devono essere consegnati i definitivi da gara europea di tutte le opere), al momento continuano a non risultare ancora in azione le trivelle e i geologi per i sondaggi geologici sull’intera area, atto propedeutico a qualunque progettazione definitiva. Pallotta non perde l’ottimismo: «Stiamo rispettando i tempi previst e non vedo nessun problema».
Piccola coda di polemica: Alessandro Onorato (consigliere Lista Marchini), visto che Pallotta e Baldissoni sono arrivati su un’auto del Sindaco, accusa: «Le macchine di scorta di Marino fanno da taxi mentre Roma è bloccata». Replica del Campidoglio: «Non era una macchina di scorta ma di servizio e si è trattato di un gesto di mera cortesia».

Fonte: Il Tempo

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