Rassegna Stampa

Pallotta: "Ritireremo la 10 di Totti Arbitri? Dura: in campo attori da Oscar"

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 27-03-2014 - Ore 22:45

|
Pallotta:

Il presidente giallorosso: "Vogliamo che Garcia resti a lungo, non c'è fretta per il rinnovo: per ora gli bastino i 90 euro che gli ho dato l'altra sera..."

Ieri, in Campidoglio, James Pallotta ha presentato quello che per ora è lo Stadio della Roma, aspettando il nome effettivo che dovrebbe essere legato a quello di un marchio che acquisterà i “naming rights”. Da oggi, per il presidente della Roma è iniziato il lavoro effettivo e la partita con la burocrazia. L’idea, intanto, c’è, ed è affascinante, non solo per aver riscosso un plebiscito di pareri positivi. “La costruzione degli stadi è essenziale per lo sviluppo del calcio in Italia – dice Pallotta a Sky Sport 24 -. La Juventus è stata la prima squadra e ha un grande stadio. Roma è visitata da 30 milioni di turisti. Spero che il nostro progetto possa trainarne altri”.

PROTAGONISTI — Il progetto tecnico, invece, è affidato a Rudi Garcia, il cui contratto a fine stagione dovrebbe essere prolungato oltre la scadenza (2015): “Ne abbiamo parlato, ma Rudi non ha fretta. Siamo pronti a sederci con lui in qualsiasi momento, perché vogliamo che resti a lungo e non ci sono motivi per pensare il contrario. Rudi pensa solo ad allenare, a vincere e a portarci in Champions, non al nuovo contratto. Non è un chiodo fisso, poi i 90 euro che gli ho dato l’altra sera possono bastare…”. E, a proposito di Champions, Pallotta sogna una finale tutta italiana: “Roma-Juventus, sarebbe perfetta, oltre che fantastica”. Sulla fretta di rinnovare i contratti (sul tavolo, c’è già quello di Pjanic), il presidente della Roma si dice anche sorpreso rispetto a ciò che accade in America: “Ho parlato con molti proprietari europei, infastiditi dai rapporti con certi agenti. Prima o poi, questa è una cosa che dovrà cambiare”.

NO AL RAZZISMO — Dopo i primi dettagli svelati dall’architetto Dan Meis, che si è occupato della realizzazione del progetto, Pallotta parla di altri aspetti che caratterizzeranno lo stadio: “Il razzismo è un grande problema e deve essere eliminato. Bisogna eliminare i veri colpevoli: le persone non i settori. Gran parte della tecnologia che introdurremo servirà per la sicurezza. Vogliamo che i 14mila tifosi della curva Sud siano liberi di divertirsi, ma deve esserci un limite. Individueremo chi farà cori razzisti e non potrà più mettere piede nello stadio”. Meno favorevole, Pallotta, alla tecnologia in campo: “Non sono sicuro che i replay e la tecnologia potrebbero essere utili. Mi piacerebbe però che venisse sperimentata nelle amichevoli. Quello degli arbitri è un lavoro molto difficile, in un gioco veloce e dinamico. Poi in campo ci sono degli attori incredibili, che meriterebbero l’Oscar, come La Grande Bellezza…”.
SOROS — Parla anche del passato, Pallotta: da quando George Soros fu a un passo dall’acquisire la Roma. “Soros si era interessato alla Roma forse 7 anni fa, lo so perché un mio amico lavorava per lui al tempo. La trattativa si è interrotta il giorno prima della firma. Chi era con lui mi ha detto che stavano per firmare, ma alcuni avvocati che lavoravano alla trattativa cercarono di cambiare all’ultimo momento le cose, così il gruppo di Soros fece saltare tutto, rinunciando all’affare”.
BANDIERE — Il presente, invece, si chiama ancora Francesco Totti: “Sarebbe fantastico poter replicare giocatori come lui, De Rossi, Florenzi. A Boston avevamo Larry Bird, abbiamo avuto Paul Pierce, ed è stato molto difficile decidere di cederlo, ma per la squadra fu un bene. Mi piacerebbe avere giocatori che restano 10-15 anni in squadra. Quando smetterà Francesco? Ritireremo la maglia numero 10, non ci sono dubbi: non sarà una cosa di un’ora, il suo addio, ma di un mese”. Chissà se Totti riuscirà a giocare nel nuovo stadio: ecco un altro sogno di Pallotta.

Fonte: gazzetta.it - Marco Calabresi

commentiLascia un commento

Nome:  

Invia commento

chiudi popup Damicom