Rassegna Stampa

PALLOTTA: «Serve lo stadio per consolidarci al vertice»

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 20-10-2013 - Ore 18:30

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PALLOTTA: «Serve lo stadio per consolidarci al vertice»

Il paradosso è servito. La Roma regina d’Italia nello stesso tempo si internazionalizza sempre di più. Nessuna sorpresa. Già in estate James Pallotta aveva ufficializzato come la banca d’affari Morgan Stanley abbia il compito di vagliare offerte di partnership per la società.

Partner E allora sono tornate forti le voci che portano verso possibili investitori russi, indonesiani e arabi. Logico che il primato in classifica aumenti l’appeal, anche se tutto si svolge nel massimo riserbo. Sul fronte russo si parla di un interesse dei fratelli i fratelli Musa e Mavlit Bazhaev, proprietari della Alliance OilCompany, assurti di recente alle cronache italiane per l’acquisto di strutture turistiche in Sardegna. Appena più recente la pista indonesiana. Non a caso, nella prossima sosta, a novembre, la Roma effettuerà un faticoso blitz a Giakarta pur di aprirsi quel mercato. L’ultima riguarda l’incontro avvenuto in questi giorni romani tra Pallotta (in partenza martedì) e l’arabo Hamed Bin Ahmed Al Hamed, che fra i suoi business cha anche la Al Qudra Sports Management, che si occupa di stadi.

Appalti Usa Ma se sui partner relativi alla proprietà c’è ancora molto da lavorare, di sicuro l’americanizzazione interna è già avviata, con ovvia lievitazione di qualche milione dei costi per le consulenze (pagina 15 del bilancio). Se il nuovo logo della Roma è stato appaltato a Pamela Harris della «Lead Dog Marketing», l’ecommerce sarà gestito direttamente da un ramo della Raptor di Pallotta. Il sistema delle licenze per il merchandising, invece, è affidato alla «Fermata Partners» di Atlanta, mentre la commercializzazione dello stadio (palchi, marchi) va alla «Legends» di Austin. Neppure i prezzi dei biglietti sono più decisi a Roma, visto che lo studio di settore è stato commissionato a «Qcue» di Austin. Inutile dire che qualche differenza di sensibilità tra Trigoria e gli Usa si è percepita negli ultimi tempi, soprattutto sui prezzi dei biglietti giudicati generalmente troppo alto, così come alte erano considerate le pretese d’inizio stagione per avere 30.000 abbonamenti o 10 milioni da un «main sponsor » (che infatti non c’è). Le scelte comunque, sussurrano in società, sono tutte in mano a Mark Pannes, vero uomo forte della gestione Pallotta. Con un mandato del genere, il presidente nel weekend si è potuto dedicare allo shopping, evitando la zona dei cortei. Ma il messaggio in coda non manca: «Occorrerà il nuovo stadio per consolidarsi al vertice». Vero, ma niente affatto facile.

Fonte: Il Tempo

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