Rassegna Stampa

Pallotta: "Sogno una finale Champions con la Juve"

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 27-03-2014 - Ore 21:59

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Pallotta:

Il presidente giallorosso a tutto campo il giorno dopo la presentazione del nuovo stadio e prima di ripartire per Boston: "Garcia resterà a lungo, abbiamo bisogno di un nuovo impianto per competere. Bisogna eliminare il razzismo, per l'addio di Totti un mese di feste e ritireremo la maglia"

ROMA - "Immagina, puoi", recitava uno spot di qualche anno fa. Non è uno spot, il suo, eppure anche James Pallotta ha iniziato a immaginare un futuro in cui la sua Roma potrà. Potrà, giura Mr. president, competere per il tetto d'Europa con le grandi del nostro calcio. Un futuro radioso, ovviamente, ancora marcato dall'accento francese di Rudi Garcia. 

SOGNO UNA FINALE DI CHAMPIONS CONTRO LA JUVE - Il ritorno in Champions imminente, coincide con quello dei sogni. O, se preferite, delle ambizioni. Così il presidente americano della Roma si concede a un desiderio, nella lunga intervista a Sky, che ha qualcosa di romantico e spaventoso: "La partita più bella in finale di Champions per noi sarebbe contro la Juventus. Se succedesse sarebbe fantastico". Sogno appunto: ma il rapporto con la Juventus esiste, vuoi perché la classifica testimonia come oggi i due club rappresentino l'eccellenza del calcio italiano, vuoi perché la Roma ha intrapreso in queste ore la strada già percorso a Torino con lo stadio di proprietà: "La Juventus è stata la prima in Italia, e ora ha un grande stadio. Roma è visitata da milioni di turisti ogni giorno e i tifosi hanno una grande passione, uno stadio è indispensabile per competere ad alti livelli", giura Pallotta. Per competere, il presidente pretende di continuare a lavorare con Rudi Garcia. Per questo, con il tecnico francese si è già parlato di rinnovo: "Sì, ne abbiamo discusso, ma Rudi non ha fretta e siamo sempre pronti a sederci con lui. Il nostro allenatore si trova bene qui, con lo stadio sarà ancora meglio. E noi vogliamo che resti molto a lungo. Tanti hanno parlato del suo contratto, ma Garcia pensa soltanto ad allenare e a portarci in Champions League. Poi, i 90 euro che gli ho dato dopo la partita bastano già per una buona cena, no?". Una battuta che non nasconde però il dispiacere per un movimento che vive di fretta spesso eccessiva. "Negli Usa - ricorda - non si rinnova dopo un solo anno. Ho parlato con molti proprietari di club in Europa, sono tutti frustrati per come certi agenti gestiscono i calciatori, prima o poi questo dovrà cambiare".

ELIMINARE IL RAZZISMO IDENTIFICANDO I SINGOLI RESPONSABILI - Ma il vero dolore da presidente a Pallotta lo ha dato una frangia, la peggiore, del tifo. "Le differenze con l'America? Il razzismo, va cancellato, eliminato. Bisogna identificare i veri colpevoli, non i settori, non si possono punire tutti, è assurdo. Bisogna identificare le persone, non devono più mettere piede allo stadio, nel nostro impianto grazie alla tecnologia faremo in modo di identificare i colpevoli che non potranno mai più tornarci. Difficoltà? Sicuro, ma succede già in altri paesi". La sua Roma conosce bene il problema, al punto da aver dovuto giocare 3 gare interne senza tifosi. Ma a infastidire Garcia, in questi mesi, hanno contribuito anche alcuni fischi arbitrali poco graditi. Pallotta sa di cosa si tratta: "Una volta in Nba ho preso una multa per protestare. L'arbitro è un lavoro difficile, il calcio è veloce e dinamico. E in campo vedo a volte attori incredibili, dovrebbero dargli l'Oscar. Ma non sono sicuro che replay e tecnologia servirebbero, forse sarebbe più utile per i gol. Mi piacerebbe si sperimentasse nelle amichevoli". Dopo una parentesi su Soros ("si era interessato alla Roma sette anni fa, poi la trattativa si interruppe il giorno prima di firmare l'accordo, quando alcuni avvocati cercarono di cambiare le condizioni della trattativa"), si parla di bandiere. Lui, che a Boston ha ammirato Larry Bird, ne sa qualcosa: "Sarebbe fantastico - giura - replicare giocatori come Totti, De Rossi, Florenzi. Vorrei giocatori che potessero restare alla Roma per dieci o quindici anni. Quando Totti smetterà ritireremo la maglia. Non sarà una cosa di un'ora, durerà almeno un mese".

LO STADIO GIA' INCASSA: 7 MLN DALLE "SUITE" - Nella serata Pallotta è ripartito per Boston. L'ultima giornata romana il presidente l'ha trascorsa nel suo hotel al centro di Roma, per continuare a lavorare allo stadio. Che ha già iniziato a portare i primi accordi economici: ceduta la prelazione di una decina delle 50 suite che verranno costruite nel nuovo impianto. Contratti su base almeno quinquennale, per un totale di incassi - ancora ovviamente solo virtuali - intorno ai 7 milioni di euro. La dimostrazione che sponsor e imprenditori credono nel progetto presentato mercoledì in Campidoglio. Di tutti i contratti, commerciali e non, si occuperà la società NewCo costituita appositamente: si chiama Stadio Tdv Spa, il veicolo giuridico che assegnerà le commesse per i vari servizi (ha già assegnato quella dell'architetto Meis) e appalterà i lavori di realizzazione. Lavori che coinvolgeranno molte maestranze italiane, magari dividendole per competenze. Non Parsitalia, però: il gruppo di Parnasi è project manager e si occuperà di cedere l'area di Tor di Valle - soltanto però appena ricevute le autorizzazioni - alla società Stadio Tdv. Nell'area, spazio anche per edifici da adibire a uffici, utili per ospitare imprese italiane e internazionali. Con un imptto positivo sull'economia locale: "Si sta operando - spiega il club - perché ilprogetto possa creare migliaia di posti di lavoro permanenti. I posti di lavoro generati dal progetto non saranno solo di tipo commerciale o di semplice servizio, ma verranno generate migliaia di opportunità di lavoro per professionisti e manager con alte specializzazioni". 

Fonte: Repubblica.it - Matteo Pinci

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