Rassegna Stampa

Pallotta spinge Totti all’ultimo ballo «Un grande, ma è ora di smettere»

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 16-03-2016 - Ore 08:02

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Pallotta spinge Totti all’ultimo ballo «Un grande, ma è ora di smettere»

GAZZETTA DELLO SPORT - CECCHINI - STOPPINI - forse la chiave per risolvere il «giallo» meno misterioso della storia del calcio italiano — ovvero il rinnovo del contratto di Totti — a James Pallotta gliela ha involontariamente fornita il suo più illustre concittadino, il bostoniano Edgar Allan Poe. Nel celebre racconto «La lettera rubata», infatti, si scopriva che la missiva «scomparsa» era nel posto più banale, sotto gli occhi di tutti, e per questo nessuno l’aveva cercata proprio lì. Più o meno questo è successo nella convulsa giornata di ieri, quando si è «scoperto» la cosa più ovvia: che il presidente della Roma preferirebbe che il capitano giallorosso a giugno smettesse col calcio giocato per diventare dirigente, mentre Totti vorrebbe giocare ancora un’altra stagione. Detto che Pallotta ha tutto il diritto di fare ciò che vuole, il problema è che era stato lui a incagliarsi in una promessa: «Francesco farà ciò che vorrà». E il capitano vuole andare avanti. Morale: lo si accontenta o si esercitano i propri legittimi diritti?

IL VIDEO Tutto nasce da una conferenza tenuta dal presidente a Boston, alla «Sloan Sports Analytics Conference». Pallotta ad un centro punto si lancia a parlare di Totti, dicendo: «A Roma noi abbiamo quello che probabilmente è stato uno dei più grandi giocatori in Italia di sempre ed è Francesco Totti. Francesco ha 39 anni ed è ancora un talento con delle qualità incredibili, ma credo sia ovvio per lui e per molta gente che non può più giocare allo stesso modo di prima. Semplicemente non lo fa. Il suo corpo non fa bene quello che gli dice la mente, il suo contratto scade quest’anno e tutti ne vogliono un altro. La pressione a Roma nei miei confronti per fargli il rinnovo è incredibile. Ho avuto molti colloqui con lui e gli ho detto che starà con la Roma per altri trent’anni e di pensare a come smettere. Io non trovo che sia difficile capirlo, ma lo è per la cultura italiana, visto che un giocatore del suo calibro ha fatto vendere a lungo il maggior numero di magliette, è il simbolo di Roma e lo sarà per altri 30-40 anni o per sempre in un altro ruolo. D’altronde, quando si pensa a un giocatore del calibro di Messi o Ronaldo, e quel giocatore è un’icona, si deve sapere che influenzerà lo stile di gioco del resto della squadra». Tutto sommato, niente maleducazione, anche perché — contattati gli amici più stretti — tutti confermano come il presidente l’invito a smettere al capitano gliel’abbia già fatto di persona, ricevendo la cortese risposta: «No, vorrei continuare». Ma è il modo in cui queste frasi sono rimbalzate in Italia (attraverso la testimonianza di uno dei presenti che ha scritto ad un blog romanista, ChiesadiTotti.com) che ha destato scalpore, tanto da convincere Pallotta a una mezza smentita: «Non ho mai detto queste cose su Francesco, ho detto solo che è un grande giocatore ed è stato il migliore in Italia per moltissimo tempo. Potrà rimanere a Roma per quanto tempo vorrà». A riportare tutti al via c’è stato però il video del suo intervento. Non solo. Pallotta ha rivelato anche come a Totti non dispiacerebbe una esperienza di calcio Usa «a Miami» — dove è stato invitato anche dall’amico Nesta — però il club non gioca ancora in Mls. Ma il capitano difficilmente prenderà questa strada. Lui vuole giocare e la Roma, a dispetto delle promesse, deve ancora decidere, e questo spiega lo stallo sul tema dall’ultima visita. Morale bis: queste notizie ieri hanno irritato Totti (che accusa un affaticamento alla coscia sinistra, nulla di grave), anche se il club fa sapere che è stato tranquillizzato.

GARCIA e de sanctis Ma Pallotta ha parlato anche di Garcia, pare con linguaggio non proprio da educande, dicendo che «usava sempre la stessa tattica e non seguiva i dati analitici. Per fortuna Spalletti è più aperto». Pallotta ha anche confermato la stima per Morgan De Sanctis: «Vorrei farlo allenatore o direttore quando si ritirerà», mentre sul nuovo stadio ha detto che lo vorrebbe pronto «per il 2018-2019». Se così avverrà, di una cosa siamo certi: Totti avrà smesso di giocare. O no?

Fonte: GAZZETTA DELLO SPORT - CECCHINI - STOPPINI

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