Rassegna Stampa

Pallotta-Totti Check-up e contratto «Ma la Roma come sta?»

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 12-12-2015 - Ore 08:14

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Pallotta-Totti Check-up e contratto «Ma la Roma come sta?»

GAZZETTA DELLO SPORT - STOPPINI - Una mezz’ora di qua, un’altra di là. James Pallotta riceve e va, va e riceve. Vede gente, prova a capire Roma e la Roma. E pazienza se lo fa (soprattutto) a uso e consumo della gente, perché se un concetto gli è entrato in testa, in questi giorni italiani, è che la forma da queste parti spesso conta quasi quanto la sostanza. Ad esempio, la forma impone che, se proprio non si sente la necessità di mettere piede a Trigoria, quantomeno si inviti il capitano a prendere un caffè, quantomeno ci si metta seduti con il prefetto Gabrielli per evitare nuove Caporetto dialettiche. 
IL capitano A NAPOLI? La prima mezz’ora Pallotta l’ha regalata a Francesco Totti. Un caffè, l’interprete seduto vicino a favorire il dialogo, diversi argomenti toccati. Tra cui sì, c’era anche il rinnovo di un contratto in scadenza a giugno. A un certo punto Pallotta con la mano ha pure mimato il gesto della firma. Nessun accordo ancora, nessuna sfumatura economica toccata. Ma Pallotta ha potuto ascoltare dalla voce di Totti che «sì, voglio ancora giocare». Come a dire: la scrivania non è nei suoi pensieri, almeno fino al 2017 il numero 10 vuole scendere in campo. Smentita la voce secondo cui Totti avrebbe rilanciato chiedendo due anni di contratto. Di sicuro, Pallotta non ha chiuso la porta: «Ora pensa a guarire, riparliamone più avanti», il senso della risposta del presidente. Che in realtà, ancor prima che per il contratto, incontrando Totti a 20 metri da piazza del Popolo – non proprio la più segreta delle location – ha voluto mandare un messaggio distensivo al mondo Roma. E poi, nel pratico, Pallotta si è anche informato del momento della squadra attraverso il capitano, andando dunque oltre le relazioni prodotte dai suoi uomini di fiducia. Naturale, dunque, che il presidente abbia voluto saperne di più sul rapporto tra i giocatori e l’allenatore. S’è affidato a Totti, ha voluto coinvolgere Totti: il segnale simbolico che ha scelto di dare il presidente è forte, alla vigilia di una partita che può già risultare decisiva in ottica scudetto. Lo è al punto che il capitano, ancora non a posto fisicamente, potrebbe vivere comunque da protagonista la serata: Garcia sta infatti riflettendo sulla possibilità di aggregare comunque Totti al gruppo in partenza per Napoli. 
Con il Prefetto In partenza c’è anche Pallotta: stamattina un aereo lo riporterà a Boston, il presidente non tornerà neppure per la festa di Natale di giovedì prossimo. Però ieri ha fatto comunque in tempo a regalare un’altra mezz’ora della sua giornata al prefetto di Roma Franco Gabrielli. Anche qui, più forma che sostanza. I due hanno chiarito l’equivoco dialettico dei giorni scorsi su porci, cani e dintorni. «È stato un confronto cordiale e positivo, utile a individuare un quadro di lavoro possibile per migliorare la fruibilità dell’Olimpico da parte dei tifosi, con particolare riferimento ai settori della Curva Sud – ha scritto il club giallorosso in una nota –. Nei prossimi giorni sarà condiviso con la Questura un percorso costruttivo da sottoporre in tempi brevi all’attenzione del prefetto». Cosa cambia? Poco o niente. Gabrielli ha infatti ribadito a Pallotta che il primo passo spetta ai tifosi: solo una volta che saranno tornati allo stadio, e che dunque sarà possibile valutare il loro comportamento, si potranno prendere in considerazione forme di ammorbidimento delle attuali restrizioni. Nell’attesa, tutto come prima. Con qualche mezz’ora in meno a disposizione. 

Fonte: GAZZETTA DELLO SPORT - STOPPINI

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