Rassegna Stampa

Pancalli (Assessore Sport Comune Roma) racconta i suoi primi 107 giorni di lavoro

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 14-10-2013 - Ore 18:34

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Pancalli (Assessore Sport Comune Roma) racconta i suoi primi 107 giorni di lavoro

(di Gianni Bondini) "Non sono un politico" con questa dichiarazione preliminare Luca PancalliAssessore agli stili di vita del Comune di Roma (tra cui lo sport), mette subito in chiaro che a lui tocca di risolvere i problemi e non di costruire alleanze per scavalcare quei problemi. Roba ad far tremare i polsi per chi avesse un vistoso budget e uno staff di prim'ordine. Figurarsi per Pancalli, uomo da sempre di sport (è da anni presidente del Comitato paralimpico ed è stato commissario FIGC durante il periodo tempestoso di Calciopoli).

 

Proprio per non  cadere nella botola delle critiche, che non tengono mai conto delle eredità scomode, Pancalli, assessore, presidente del Comitato Parilimpico e  capo del settore Giovanile del calcio, fa il punto a poco più di 100 giorni dal suo insediamento (per l'esattezza di 107). Lo fa enumerando le "emergenze". Così sembra non l'assessore ma il capo della protezione civile dello sport.

Stasera si comincerà a snodare la tattica per non farsi rimproverare "ma non ci aveva detto niente".

 

Quali sono queste "emergenze sportive"? Pancalli le enumera come si fa con i terremoti: "Lo stadio delle Tre Fontane", o meglio quel che ne resta. L'assessore: "Abbiamo cercato di far convivere il rugby con le altre attività sportive, ma non è stato possibile. Ci proveremo ancora ma senza dimenticare che la Procura della Repubblica ha aperto un fascicolo sulle Tre Fontane".

La seconda emergenza si chiama stadio Flaminio, ma non è una vera e propria emergenza. Perché Pancalli ha già stretto un accordo col presidente del calcio, Giancarlo Abete, per costituire al Flaminio un museo del calcio e soprattutto della Nazionale, e di far utilizzare il campo, ad esempio, all'under16 o alla rappresentativa femminile. "Nel rispetto - spiega Pancalli - della scherma, del nuoto, della ginnastica e del pugilato, che già utilizzano porzioni del Flaminio". 

 

Una promessa anche agli eredi di Pierluigi Nervi, lo straordinario architetto che realizzò lo stadio e al quale verrà dedicata una mostra permanente.

Le altre tre emergenze dell'assessorato allo Sport (di qualificarlo stile di vita, scusate, proprio non ci viene spontaneo), sono risolvibili, probabilmente nel prossimo decennio: a) accorpare alle Capannelle il trotto sfrattato ad Tor di Valle col galoppo; b) sgomberare gli abusivi dall'insediamento di Tor di Quinto, a fianco del Tiro  a segno; "salvaguardando, però - secondo il buonista Panaclli - una cineteca, un asilo e uno straordinario artigiano; c) recuperare le piscine del Valco San Paolo, che dovevano essere aperte per il mondiale di nuoto del 2009.

 

L'assessore, presidente sportivo, Luca Pancalli, è pronto al decentramento nelle periferie ("sarebbe bello colorarle di sport") e all'utilizzazione degli impianti scolastici, dice: "Gli impianti comunali sono 152, quelli privati 1.708 e quelli scolastici 680". Come per dire: "Facciamo delle convenzioni". Ha ragione, come quando Pancalli mostra un certo sconforto nel parlare del sedicente "polo sportivo" di Tor Vergata: una scomoda eredità.

 

Nel rispetto dei ruoli e conoscendo le capacità e al determinazione di Pancalli, ci verrebbe da dirgli (come la fata a Cenerentola): "I sogni sono desideri": Speriamo che i suoi si avverino, anche se il suo assessorato non ha neanche cassa. 


 

Fonte: sporteconomy.it

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