Rassegna Stampa

Panchina Milan, scende Montella, ma entra Garcia

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 18-05-2016 - Ore 08:11

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Panchina Milan, scende Montella, ma entra Garcia

GAZZETTA DELLO SPORT - LAUDISA/STOPPINI - Brocchi ci crede perché Silvio ci crede. Ma c’è ugualmente fermento attorno alla panchina del nuovo Milan. La finale di Coppa Italia darà più di un verdetto e la questione della guida tecnica è doverosamente in primo piano. La novità è rappresentata dalla candidatura di Rudi Garcia nel caso in cui gli acquirenti cinesi prendessero in mano le redini del club in tempi stretti. Ma nell’agenda di Galliani ora come ora ci sono altri nomi in bella evidenza. Da Giampaolo a Montella, senza mai dimenticare Pellegrini del City.

SHORT LIST Prendiamo il caso di Marco Giampaolo, appena congedatosi dall’Empoli dopo una brillante stagione che gli ha permesso di ritrovare il credito guadagnato a inizio carriera. Da sempre il suo sponsor è Sacchi, che ancora una volta è tornato alla carica con il presidente milanista. E stavolta (dopo il no di un anno fa per Sarri) ad Arcore hanno lasciato una porta aperta per il riemerso allenatore abruzzese, al quale si erano interessate sia la Sampdoria che l’Udinese. Ma lui a questo punto non ha certo fretta.

AEROPLANINO Dopo lo scatto di Giampiero Ventura nella rincorsa alla panchina della Nazionale, lo scenario è cambiato per il tecnico campano legato alla Sampdoria per altre due stagioni con un ingaggio da 1,8 milioni netti all’anno. Lo strappo seguito al tracollo nel derby lì per lì ha fatto credere che Montella potesse cambiare aria. Ma ieri Vincenzo era a Roma per incontrare il presidente Ferrero. Il contatto è in linea con un’operazione-disgelo che passa evidentemente per la condivisione dei piani tecnici della prossima stagione. Il numero uno blucerchiato non può fare spese pazze e bisogna vedere se questo riavvicinamento porterà a un patto di lunga durata. Non a caso in serata il presidente si è detto molto ottimista: «La Samp va avanti con Montella». Se così non fosse non intenderebbe comunque avvalersi della clausola da 1,2 milioni inserita nel contratto dell’Aeroplanino e con questa premessa Galliani potrebbe contattare l’attuale tecnico blucerchiato. Del resto in questi giorni Mihajlovic sta definendo la risoluzione con i rossoneri: a lui circa un milione netto dalle casse di via Aldo Rossi, mentre il Torino (cui si è promesso) è pronto a garantirgli un biennale da 1,2 milioni netti più premi. Al momento, però, il Milan non può chiudere accordi con nessuno, considerato l’impegno preso con gli acquirenti cinesi di fermare le operazioni durante la due diligence. Se prima non ci sono svolte particolari, bisognerà aspettare il 15 giugno per l’eventuale rimescolamento di carte. Nello scouting rossonero c’è anche l’opzione straniera: resiste il nome di Pellegrini, in uscita dal City.

IL FRANCESE «Potrei allenare ancora in Italia, più a nord di Roma». Rudi Garcia ha lanciato l’indizio: una strada porta l’allenatore francese a Milano, sponda rossonera. Ovviamente tutto è legato a un eventuale Milan cinese. E l’uomo chiave in questa storia è Pascal Boisseau, agente di Garcia, che in Cina fa affari da diverso tempo, anche extracalcistici. L’uomo, per intendersi, che ha portato in Cina nel 2012 Seydou Keita al Dalian Aerbin e lo scorso gennaio Gervinho all’Hebei Fortune. Un contatto, in questo senso, c’è stato. Ma siamo all’inizio: Garcia non tratta ancora la buonuscita con la Roma, a cui è legato fino al 2018 con uno stipendio da 2,8 milioni netti a stagione.

Fonte: GAZZETTA DELLO SPORT - LAUDISA/STOPPINI

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