Rassegna Stampa

Parma calcio, caos senza fine: niente pagamenti, pignorati bus e auto del club

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 17-02-2015 - Ore 19:46

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Parma calcio, caos senza fine: niente pagamenti, pignorati bus e auto del club

Il ballo della sedia, con il Parma Calcio che nel giro di sei mesi passa dalle mani di Tommaso Ghirardi, a quelle della misteriosa società cipriota Dastraso Holdings Ltd, fino all’imprenditoreGiampietro Manenti, lascia la società in mutande. Questa mattina alle dieci un ufficiale giudiziario si è presentato a Collecchio e ha sequestrato due furgoni e una macchina appartenenti al club. La società, per bocca del presidente Manenti e del ds Leonardi, ostenta ottimismo, ma la situazione è tragica. Il limite della mezzanotte di lunedì per il pagamento degli stipendi è stato sforato, e ora arriveranno 5 punti di penalizzazione in classifica: -2 per l’insolvenza di novembre, -3 per la recidiva di ieri. Con il Parma Calcio che già buon ultimo in classifica si ritroverebbe a soli 5 punti, con entrambi i piedi in Serie B. E nonostante la buona volontà dei giocatori, che domenica hanno venduto cara la pelle e strappato un punto all’Olimpico contro la Roma, il campionato rischia di essere falsato.

La situazione è grottesca. Lunedì Manenti e Leonardi avevano detto che i bonifici ai giocatori erano stati fatti, ma non sono arrivati entro il termine ultimo della mezzanotte. Oggi dicono che l’ufficiale giudiziario ha sequestrato le auto in esecuzione di una procedura avviata tempo fa da Equitalia, per un debito di circa 100mila euro. E annunciano raggianti: “Li compreremo nuovi venerdì”. Ma intanto i soldi non si sono visti, e ancora non si vedono. E se anche i calciatori, che più tardi s’incontreranno con il presidente dell’Aic Damiano Tommasi, decidessero di non chiedere la messa in mora della società, la penalizzazione arriverà lo stesso. E probabilmente anche la messa in mora, preludio alfallimento. I creditori non sono solo i giocatori, ci sono i dipendenti del club, i fornitori, gli azionisti (la Energy T.I. Group, società che detiene il 10% delle azioni del Parma, secondoTeleDucato ha presentato istanza al Tribunale di Bologna). E anche lo Stato che reclama Iva e Irpef.

 

 

 

 

Fonte: ilfattoquotidiano.it

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