Rassegna Stampa

Parte il treno delle riforme

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 13-09-2014 - Ore 10:30

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Parte il treno delle riforme

La stagione delle riforme è partita. Per vederne i frutti si dovranno attendere almeno un paio di anni. Un percorso che non appare semplice, soprattutto per quanto riguarda la riforma dei campionati.

«È la madre di tutte le riforme», ha dichiarato il presidente federale Carlo Tavecchio, ma il restyling di Claudio Lotito, consigliere con delega, non entusiasma il presidente della Lega Pro Macalli, che ha appena terminato il restauro della vecchia Serie C, eliminando due gironi e trenta squadre. «Su alcuni argomenti le riforme sono condivisibili, su altri temi molto meno», si è limitato ad affermare il presidente di Lega Pro all’uscita degli uffici di via Allegri. Anche la Lega di Serie B, con un campionato a 22 squadre, non sembra essere propensa a tagliare fino a quattro club, come da progetto iniziale. Alla fine è probabile che si possa arrivare a un torneo a 20 squadre, mentre in Serie A la partita che si giocherà in Lega si preannuncia movimentata. «Non siamo in una situazione florida – ha affermato Tavecchio durante la conferenza stampa – riducendo le squadre aumenterebbero i ricavi per ogni club». Considerando la maggioranza formata dai piccoli club rispetto ai grandi, è difficile ipotizzare una soluzione immediata. Si partirà quindi con riforme più soft, quelle attuabili senza vincoli statutari.

Già dalla prossima stagione verrà stabilita una nuova composizione delle rose di Serie A, ma anche qui non è stato fissato un limite temporale: il progetto è mutuato dall’Uefa, e anche l’inserimento dei giovani che dovranno essere almeno otto, con almeno quattro giocatori cresciuti nel proprio settore giovanile, e un massimo di quattro elementi provenienti dal vivaio di altri club italiani. Il progetto legato alla composizione delle rose non sarà immediato: ci vorrà tempo per consentire alle squadre con molti tesserati di cedere i propri calciatori, si seguirà un percorso morbido, già intrapreso per le compartecipazioni.

Il fair play finanziario è stato un altro argomento trattato: il progetto, già approvato in Lega calcio, tra le altre cose prevede l’avvenuto pagamento di tutti i debiti con i club stranieri al momento di presentare l’iscrizione al campionato. Un altro aspetto interessante è quello relativo all’obbligo – da parte di tutte le società professionistiche – di dotarsi di modelli organizzativi per far fronte alle frodi sportive. Tra le varie proposte avanzate da Lotito c’è anche quella relativa alla multiproprietà, al tesseramento dei giocatori extracomunitari, e allo sviluppo del calcio femminile. Il documento con i progetti di riforme presentato dal presidente della Lazio è stato consegnato a tutti i consiglieri federali e alle componenti che avranno modo di valutarlo ed esaminarlo nei prossimi giorni. È già stata fissata un’agenda per l’attuazione dei lavori che partiranno già nel prossimo Consiglio Federale. Ieri intanto la Figc ha ufficializzato la nomina di Michele Uva come nuovo direttore generale: sarà operativo dal prossimo 15 settembre.

Fonte: Il Tempo

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