Rassegna Stampa

«Partita a senso unico»

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 14-12-2015 - Ore 07:35

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«Partita a senso unico»

IL TEMPO - SERAFINI - Si è sbracciato per tutta la gara, richiamando più volte l'attenzione di Rizzoli e dei giocatori romanisti che passavano dalle parti della sua panchina. Alla fine non ce l'ha fatta a tenersi Maurizio Sarri, calato perfettamente nella realtà napoletana che ormai lo ha riconosciuto come primo vero trascinatore di questa stagione. Con l'amarezza di chi non è riuscito a portare a casa i 3 punti, il tecnico campano riesce comunque a gonfiare il petto appena dopo il fischio finale, scatenandosi in una serie di rimpianti da sbattere in faccia al collega Garcia: «Credo che questa sia stata la nostra miglior prestazione di tutta della stagione perché è stata una partita a senso unico in cui noi abbiamo creato 7 occasioni limpide da gol e la Roma nessuna. Quindi mi ripeto - continua il tecnico - dicendo che il risultato finale è ingiusto, anche di fronte a dei numeri che spiegano molto di quello visto in campo. Il nostro 71% finale di possesso palla è indicativo».

Sarri ne ha per tutti, senza mezze misure e con un pizzico di teatralità che non guasta mai: «Se fosse stato un incontro di pugilato - aggiunge tra le risate della sala stampa del San Paolo - non avremmo vinto per ko, ma perché l'avversario aveva gettato la spugna sul ring. Anzi devo dire che la sensazione avuta è quella che avremmo potuto giocare tutta la notte senza prendere gol. Cosa non provata per esempio contro Fiorentina e Inter. Questa sera (ieri sera ndr) abbiamo sprecato troppo dentro l'area di rigore romanista, un po' per sfortuna, un po' per la bravura del loro portiere».

Sempre con apparente calma e sorriso ironico, il tecnico analizza l'episodio del gol annullato ai giallorossi, anche perché la risposta è pronta e preparata da un pezzo: «Intanto in quella situazione ci sono almeno tre interventi irregolari: un fuorigioco iniziale, la palla che sembra essere uscita e un fallo di Iturbe su Albiol che avrebbe comunque annullato la rete».

Ci va invece giù pesante quando gli chiedono cosa si sia detto con De Rossi nel secondo tempo, in uno dei momenti più delicati e tesi della partita: «Diciamo che ha sfruttato il suo cognome, altrimenti avrebbe fatto fatica ad arrivare al 90' per le cose pesanti che ha detto. Probabilmente lui sa che il nome che porta dietro la maglia può essergli utile in certe situazioni».

Dopo la doccia è il momento anche per Hamsik, pronto ad accodarsi al pensiero di tecnico e compagni: «Meritavamo di vincere, dispiace per il risultato, ma siamo soddisfatti per l'ottima prestazione. Ci è mancato soltanto il gol, ma nel complesso non credo cambierà qualcosa per l'obiettivo campionato».

Più criptico invece il patron De Laurentiis, intercettato prima di lasciare il San Paolo con un'espressione comunque soddisfatta: «Non posso che esserlo - afferma il numero 1 partenopeo - questa partita si dovrebbe commentare minuto per minuto. Noi giochiamo in Italia e questo è il calcio italiano. Ne subiamo i lati positivi e non, ma non mi importa perché vado via sereno e senza rimpianti».

 

Fonte: IL TEMPO - SERAFINI

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