Rassegna Stampa

Peccato, ma ora è un'altra squadra

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 18-02-2016 - Ore 08:21

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Peccato, ma ora è un'altra squadra

REPUBBLICA - MURA - Bugiardo e anche crudele il 2-0 del Real. Due rigori non concessi a El Shaarawy sullo 0-0, a Florenzi sullo 0-1. Spalletti aveva azzeccato una formazione combattiva, consapevole della forza del Real ma anche pronta a ribattere colpo su colpo grazie al lavoro intelligente di Perotti nei panni del “falso nueve” e alla velocità di Salah, non sempre preciso, ma quasi da solo ha fatto traballare la difesa del Real. Quasi da subito Marcelo ha rinunciato a marcarlo lasciando il compito a Sergio Ramos (grande partita). Aveva anche corso un rischio Spalletti: Florenzi terzino, come ai tempi di Garcia. Ragazzo generoso, fascia da capitano, Florenzi ce l’ha messa tutta ma dalla sua parte Cristiano Ronaldo non ha fatto sconti. Finta e tiro nell’angolo alto, imprendibile e per giunta con deviazione dello stesso Florenzi.

Colpita ma non affondata, la Roma ha reagito. Nemmeno parente della balbettante Roma che dopo un’ora aveva il fiato corto. Un tiro di Vainqueur appena fuori, poi Dzeko esterno rete, rigore su Florenzi non dato, indecisione di Salah, fino al 2-0 di Jesè, ben più incisivo di James e Benzema. Una delle migliori partite stagionali della Roma, sembra assurdo ma non lo è. Ha concesso pochissimo al Real, nel primo tempo solo una giocata di fino tra CR7 e Marcelo che al volo ha sfiorato il palo. Ha concesso l’iniziativa al Real, cosa comprensibilissima. Ma ha giocato alla pari, forse riconciliandosi con i suoi tifosi, e certamente uscendo dal campo con molti rimpianti. Se il primo rigore non era facilissimo da vedere, quello di Carvajal su Florenzi era evidentissimo.

E il Real? CR7 a parte, arrivato al novantesimo gol in Champions, un grande Ramos, su buoni livelli Varane e Modric, ma di galattico non s’è visto molto. Il 2-0 è crudele perché non lascia molti spiragli nella gara di ritorno. Questo, almeno questo, la Roma l’avrebbe meritato. Spalletti ha lavorato bene, anche se non tutto è girato a dovere. Per quanto hanno combattuto Manolas, Digne, Nainggolan, Salah, poco si son fatti vedere El Shaarawy e Pjanic. Ritmi lenti il Real, ritmi frenetici (finché ha retto Salah) la Roma. Alla fine al differenza l’hanno fatta uno dei miglori attaccanti del mondo e uno dei peggiori arbitri d’Europa.

Fonte: REPUBBLICA - MURA

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