Rassegna Stampa

Pellè e il nuovo spirito azzurro è nato un club chiamato Italia

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 15-10-2015 - Ore 08:18

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Pellè e il nuovo spirito azzurro è nato un club chiamato Italia
REPUBBLICA - CURRO' - Il prototipo della Nazionale di Conte, il centravanti operaio Pellè, gioca nell’Italia e anche nel Southampton. Giovinco, ripudiato dalla Juventus, gioca nell’Italia e anche nel Toronto. El Shaarawy, snobbato dal Milan, gioca nell’Italia e anche nel Monaco. Ma non sta soltanto in queste tre storie di doratissimo esilio la novità di una squadra capace di fare breccia nei cinici cuori dei tifosi, obnubilati da campionato e coppe: nella felice parentesi d’ottobre, aperta in Azerbaigian e chiusa all’Olimpico con la Norvegia, è nato davvero il Club Italia. La partita di Roma (7,5 milioni di telespettatori Rai, 26,56% di share), chiosata dall’immaginifico Trapattoni, ha infatti dimostrato che gli azzurri hanno ormai tutti, indistintamente, un senso di appartenenza così spiccato da posporre le esigenze dei loro club a quelle della squadra che sentono come priorità.
Parolo a Baku non si è arreso al dolore: infortunio muscolare, oltre un mese di stop. Pirlo si è fatto male alla vigilia: poteva tornare a New York, invece è rimasto. Verratti, acciaccato con viva preoccupazione del Psg, si è rimesso al ct: ne ha ottenuto l’elogio e l’autorizzazione al riposo. Si è insomma formato un gruppo di una trentina di elementi, quasi blindato dal severissimo ct, poco incline all’apertura a Balotelli e affini: «Sia chiaro che qui non vedrete mai la squadra al servizio del singolo, ma l’opposto». L’identikit verbale appare ovvio, la bocciatura evidente.
Tanto fervore collettivo si sta trasmettendo agli italiani, non più scettici verso una Nazionale cui riconoscono spirito di sacrificio e capacità di divertire. Non sembra retorica la commozione del trentenne Pellè, approdato dopo tortuosissimo periplo alla meta e consapevole di esserci riuscito per altruismo tattico: pazienza, se sbaglia qualche gol. «La maglia azzurra numero 9 mi mette i brividi, se penso a chi l’ha indossata. E so che devo meritarmela ogni volta». C’è allegria soffocata a stento in Giovinco, che in Canada ha trovato tanti italiani pronti a dedicargli la canzone “Giovinco baby” per il record della MLS ( 21 gol, 13 assist) e a strabuzzare gli occhi per prodezze come quella coi Chicago Fire, tiro d’esterno destro nel sette dalla linea di fondo. «In America lo sport è una festa e un privilegio, ma non era così scontato riconquistare la Nazionale: semplicemente era quello che volevo ». Florenzi ha entusiasmato il “suo” Olimpico. «Peccato che non fosse pieno: noi promettiamo di impegnarci al massimo sempre, per essere all’altezza della grande storia della Nazionale».
La controprova è imminente: le due amichevoli di novembre. Il 13, col Belgio, si giocherà a Bruxelles o a Kuwait City (se il Cio darà il nulla osta al comitato olimpico, accusato di ingerenze del governo), il 17 con la Romania a Bologna. Nel frattempo dovrebbe diventare ufficiale il ritiro dell’Europeo a Montpellier, gradito a Conte per la modernità delle strutture e per la possibilità di allenarsi in segretezza. Poi, il 12 dicembre a Parigi, il sorteggio: la Nazionale è in seconda fascia e le può capitare una tra Francia, Spagna, Germania, Portogallo, Inghilterra e Belgio. Ma sono le altre, adesso, a temere il Club Italia.

Fonte: REPUBBLICA - CURRO'

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