Rassegna Stampa

Pensare al campionato diventa la parola d’ordine

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 11-12-2014 - Ore 07:43

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Pensare al campionato diventa la parola d’ordine

E, adesso, ci si chiede: ma dove e quando realmente la Roma è uscita dall’Europa. A Mosca, forse, quando aveva in mano la partita, e si è ritrovata con in tasca solo un punticino? Chissà. La domanda, vedrete, non troverà mai una risposta certa. E, tutto sommato, che cosa importa? Addio Champions, ecco la realtà. Non resta che l’Europa League. Un traguardo di consolazione? Lo dirà il tempo. Perché a Trigoria le aspettative europee, via via, sono cambiate. Dal pessimismo cosmico al momento del sorteggio si è passati all’ottimismo legato alle prime due partite poi – complice il tremendo Bayern – si è tornati a ragionare con apprensione mista a speranza, a fiducia. Contro il Manchester City, ieri sera, gara-spareggio sul filo del rasoio, attacchi e difesa da entrambe le parti, occasioni qui e anche là. Tensione, in mezzo al campo. Batticuore sugli spalti, per via della posta in palio. Fiato sospeso quando attaccava il City, cuore aperto alla speranza se a portare avanti il pallone era Totti. Un’altalena di emozioni, sempre con un orecchio interessato a quanto stava accadendo a Monaco. Una serata strana, se vogliamo. Tutti lì a far conti: conviene che in Germania pareggino, che vinca questa oppure quell’altra? Poi Nasri ha tirato fuori dal suo scintillante repertorio una fucilata con il destro, e la storia è finita lì.Ben prima del raddoppio di Zabaleta.

LA PROMESSA Dopo il fischio finale di Mazic, la Curva Sud non ha smesso di cantare, continuando a fare esattamente quello che aveva fatto per tutta la partita. E ha chiamatola squadra per un saluto, ma i giocatori, stanchi e delusi, hanno preso la via dello spogliatoi. E allora giù fischi. Così, guidati da Florenzi, i giallorossi ci hanno ripensato, hanno risposto all’invito della propria gente e, a testa bassa, si sono avvicinati alla curva, ricevendo in cambio un applauso ancora più forte. E proprio dalla Sud è partito un coro altissimo: vinceremo il tricolor. Un atto di speranza e anche un monito rivolto alla squadra: dopo quanto è successo, non vi resta che portare a casa lo scudetto. Un messaggio che Nainggolan ha immediatamente recepito. «La delusione è davvero grande ma adesso, come dicono i nostri tifosi, dobbiamo puntare tutto sullo scudetto. Non ci resta che vincerlo per cancellare questa amarezza».

Fonte: IL MESSAGGERO (M. FERRETTI)

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