Rassegna Stampa

Pep calvo, Google Zeman e Ranieri troppo vecchio Quando sentenzia Josè

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 08-10-2015 - Ore 07:30

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Pep calvo, Google Zeman e Ranieri troppo vecchio Quando sentenzia Josè

GAZZETTA DELLO SPORT - FROSIO - La promozione di Paulo Sousa è un caso raro, non unico. Mou ha riservato a pochi colleghi i suoi apprezzamenti. Tra questi, Antonio Conte: «I tifosi lo chiamano il Mou italiano? La cosa mi onora, Antonio mi piace un sacco come allenatore. È un vincente, sa quello che vuole, ha carisma». Grande rispetto anche per Tony Pulis, allenatore del Crystal Palace: «Se possedessi un club, sarebbe il primo manager che contatterei. Ha sempre e solo allenato squadre che dovevano sopravvivere, salvarsi e avere la giusta stabilità. Tony è matematica e il suo record è incredibile». Buone parole anche per Brendan Rodgers, suo ex assistente («Uno dei migliori amici nel circuito del calcio»), e per chi lo sostituirà a Anfield, Jurgen Klopp («Un buon amico, se viene in Premier sarà il benvenuto»). 
GLI ATTACCHI Per gli altri, tanti altri, solo attacchi. A partire da un altro portoghese, il suo presunto «erede» ed ex assistente, presto scaricato. Verso Andre Villas Boas, Mou si è sempre comportato come l’amante tradito: «Non devo parlare in pubblico dei miei rapporti con Villas Boas. Non sono interessato a commentare le sue parole. La sua decisione di allenare non mi riguarda», disse quando il sodalizio si interruppe. Poi, in ordine sparso, attacchi a tanti. A Benitez, suo successore all’Inter: «In sei mesi ha distrutto la miglior squadra d’Europa». Ad Ancelotti: «Nella storia della Champions c’è un solo club e un solo allenatore che erano sul 3-0 e hanno perso la finale». A Ranieri: «È stato in Inghilterra cinque anni e fa ancora fatica a dire good morning e good afternoon. A quasi settant’anni (ai tempi ne aveva 57, ndr) ha vinto una Supercoppa e un’altra coppetta. È troppo vecchio per cambiare mentalità». A Guardiola: «Se ami quello che fai, non perdi i capelli. Guardate Pep: sta diventando calvo. Significa che non gli piace il calcio». A Zeman: «Ma dove gioca questo Zeman? Ah, è un allenatore. Della Roma. Non lo sapevo... Mi informerò su Google su cos’ha fatto e cos’ha vinto». Ma la faida più celebre è quella con Arsene Wenger, cominciata nel 2005 e arrivata quasi allo scontro fisico nella stagione scorsa. Le frasi migliori? Ecco la cronologia. Ottobre 2005: Wenger è un guardone. Ci sono persone che a casa hanno un telescopio per guardare nelle case degli altri, Wenger deve essere uno di loro». Febbraio 2014: «Wenger è uno specialista in fallimenti». Settembre 2015 (senza mai nominarlo): «Siamo tutti sotto pressione, qui in Inghilterra. C’è solo uno che fa quello che vuole, non vince nulla e resta al suo posto». Avanti il prossimo. 

Fonte: GAZZETTA DELLO SPORT - FROSIO

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