Rassegna Stampa

Per Destro possibile prova tv

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 08-04-2014 - Ore 08:25

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Per Destro possibile prova tv

Il colpo malDestro arriva al Giudice sportivo e mette di pessimo umore la Roma, per nulla sorpresa dalla vittoria della vittoria che riporta i giallorossi a meno 8. L’ufficio indagini della Federcalcio ha segnalato l’episodio al giudice Tosel, chiedendo di verificare se l’azione del centravanti nei confronti di Astori (valutata in campo dall’arbitro Massa, che ha fischiato fallo, ammonito solo il difensore per la sua reazione e fatto poi ripartire il gioco con una punizione a favore del Cagliari) ha le caratteristiche per far scattare la prova tv.

Tutto dipende dal referto dell’arbitro: se confermerà la decisione presa sul campo, come pensano i dirigenti della Roma, ottimisti, non ci sarà nessun supplemento di indagine. Se invece Massa dovesse dire di aver punito Destro (nella foto) per un primo contatto, ma di non aver visto un secondo colpo, o di aver visto solo parzialmente, allora la sentenza prevista per oggi sembra già scritta: tre giornate per comportamento violento, più una perché Destro era in diffida ed è stato successivamente ammonito per simulazione. A oggi questa giornata di stop, da scontare sabato contro l’Atalanta, è l’unica certezza.

Il caso-Destro, però, è molto meno asettico di una semplice discussione sui limiti della prova tv. Il discorso investe anche il «peso» delle immagini mostrate oppure no (nella gara di Cagliari c’era un colpo maligno di Daniele Conti su Pjanic) e dei commenti di molti addetti ai lavori, che alla Roma sono sembrati più severi rispetto ad altri casi. I dirigenti si chiedono: tenere aperto il campionato è diventato una colpa? Nel mirino c’è, soprattutto, la mancanza di par condicio dei commentatori. Perché a volte si parla di carattere e voglia di non perdere mai e altre volte si descrive un gruppo di picchiatori in libera uscita. Dove finisce il «gioco maschio» e dove inizia quello violento? Come avvenuto con De Rossi la pressione è stata tale da aver convinto Prandelli a non convocarlo in nazionale ancor prima della sentenza di Tosel. Vittimismo «alla romana» o due pesi e due misure? I veleni non finiscono mai.

Fonte: Corriere della Sera - VALDISERRI

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