Rassegna Stampa

«Per fare la grande risalita abbiamo bisogno della Curva»

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 17-01-2016 - Ore 07:52

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«Per fare la grande risalita abbiamo bisogno della Curva»

CORRIERE DELLA SERA – VALDISERRI - «Dobbiamo fare bene e dobbiamo farlo subito. Tra due mesi, se le abbiamo perse tutte, sapete cosa fanno le persone che mi adesso mi applaudono? Mi prendono per l’orecchio e mi fanno fare il giro di Roma. Ma io ho un vantaggio: so già che è così». 
Luciano Spalletti, 2.330 giorni dopo, sa che Roma non è un posto come gli altri. È per questo che ci tiene tanto a parlare di tattica ma ancora di più a riannodare il filo dei sentimenti: «Sono ritornato qui perché allenare la Roma è bellissimo, il resto è tutto cancellato. Sono venuto anche perché me lo hanno chiesto tre tifosi speciali: Samuele, Federico e Matilde. I miei figli. Loro sono rimasti sempre della Roma». 
Sono sempre della Roma, però non vengono più allo stadio i tifosi della curva Sud, in guerra con il prefetto Franco Gabrielli, ma anche con il presidente James Pallotta. Spalletti li chiama a raccolta,: «È un dispiacere che mi strappa il cuore. Non riesco a pensare a uno stadio con poche migliaia di persone, lo stesso stadio che riempivamo in Champions League con il “po-popopo-popo-po”. Per le grandi risalite c’è bisogno di una grande squadra, di una grande società, di un allenatore che faccia meno danni possibili e di una curva piena che ruggisce e canta un inno prezioso come “Grazie Roma”. Se non ci sarà, ci mancherà una componente fortissima. Visto che mi hanno mandato segnali di affetto, ora mi devono sostenere in questa risalita. Per me, contro il Verona, la Sud sarà piena». È un’illusione? Oggi lo sapremo. Quello che è già sicuro è che dagli altri settori arriverà un entusiasmo che era andato perduto. 
Non sono stati convocati Gervinho (sempre più vicino alla Cina), Maicon e Keita; dei ragazzini, nella lista, c’è solo Sadiq. Dzeko ritorna dalle due giornate di squalifica e Spalletti, per il bosniaco, ha parole importanti: «Ho giocato sempre con una punta che doveva tagliare sul primo palo, altrimenti non l’avrebbe mai presa sul secondo. Ora ho un cebtravanti che può giocare anche sul secondo palo, che può sfruttare quella che a Coverciano chiamano la palla passante. Se mi avessero chiesto: che attaccante vuoi per la Roma? Io avrei risposto: Dzeko». 

Fonte: CORRIERE DELLA SERA – VALDISERRI

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