Rassegna Stampa

Per vincere l’Europeo bisogna crescere

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 11-10-2014 - Ore 08:36

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Per vincere l’Europeo bisogna crescere

Con molti stenti, ma la testa della classifica appartiene all’Italia, gli azeri osso duro, almeno nella fase difensiva. Ma è un primato da dividere con la Croazia, squadra imbottita di talenti, che va a vincere a Sofia sulla Bulgaria, grazie a giocatori di grande classe come Modric e Rakitic. L’Italia dovrà migliorarsi parecchio, già a Malta può almeno consolidare la vetta.

Nessuno pensava che Vogts rendesse la vita facile agli Azzurri, un attaccante spedito in marcatura fissa su Pirlo, a un certo punto scambiatosi con Bonucci per avere un po’ di libertà. Ma la solida stuttura difensiva degli azeri, senza accenni di controffensiva, creava grossi problemi in fase di avvicinamento all’area, manovre lente e spesso senza fantasia, Zaza quasi assente, meglio Immobile. Occasione mancata da Marchisio, qualche tentativo in mischia, ma sarebbero passati 43 minuti prima che l’ennesima palla inattiva inducesse il portiere a un’uscita a vuoto spalancando la porta all’incornata di Chiellini. Le acrobazie di Zaza erano parse un segnale di risveglio, in avvio di ripresa. Qualche buona iniziativa, azeri evanescenti in attacco, ma su corner arriva il pari, autogol di Buffon dopo un tocco infelice di Chiellini, che però si sarebbe guadagnato, dopo i molti cambi ordinati da Conte, le insegne del migliore, ancora di testa e ancora su angolo, a scacciare i fantasmi e restituire entusiasmo al tifo di Palermo, assiduo nel sostegno anche di fronte a una prova non proprio brillante. Tra i nuovi entrati senza dubbio Giovincoil più ispirato, in una gara che grandi lampi non aveva prodotto.

La serata di ieri non era dello stesso livello tecnico, apprezzabile, del primo turno del giovedì, reso ancora più ricco di attrattive dalle sorprese che l’avevano animato. Inattesa, naturalmente, la battuta d’arresto dei campioni d’Europa in carica, gli spagnoli che non perdevano una partita di qualificazione da otto anni. Valida quanto fortunata la Slovacchia, uscita col minimo danno dal bombardamento dell’attacco di Del Bosque e premiata alla fine dal micidiale contropiede finalizzato da Stoch, dopo che Alcacer aveva posto rimedio al suicidio di Iker Casillas sul primo vantaggio slovacco.

A ribadire la crescita degli equilibri in Europa, le belle prove, sia pure con esiti alterni, di storiche comparse come il Lussemburgo e il Liechtenstein. Ma non va sottovalutata l’impresa della Slovenia di Handanovic ai danni della Svizzera, ferma a quota zero. Nel ricco cartellone del sabato sera, da seguire la Polonia che ospita la Germania, alla quale ha regalato, calcisticamente, tanti suoi figli.

Fonte: Il Tempo

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