Rassegna Stampa

Perchè la Roma deve crederci

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 05-11-2013 - Ore 08:15

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Perchè la Roma deve crederci

Adesso bisogna crederci più di prima, per non disperdere lo sforzo notevole fatto fin qui. La Roma è in testa, con merito. E anche a sorpresa. Perché le previsioni iniziali avevano dato per sicuro il duello tra la Juventus e il Napoli e indicato la Fiorentina e l’Inter come le possibili intruse nella corsa al titolo. La squadra di Garcia non figurava nemmeno tra le outsider. Non contava. Ora è la capolista e le rivali se ne accorgono. La rispettano le inseguitrici più che gli arbitri, ai quali dedichiamo lo spazio qui accanto. Perché possono incidere più di una gaffe difensiva o di un tiro sballato. Proprio il fatto di essere partiti dietro le quinte e di non essersi trovati in vetrina sulla linea di partenza sta rischiando di diventare l’ostacolo più grande: essere sottovalutati o snobbati non deve significare che si possa essere calpestati senza che nessuno dica niente. Tecnico e giocatori hanno tirato fuori la lista degli orrori (più che degli errori) già all’Olimpico di Torino. Perché non accettano certi sgarbi che invece non toccano alle altre grandi del torneo.

 

 

 

DAL VELENO AL RIPOSO La Roma è infuriata per aver pareggiato e per avere solo 3 punti di vantaggio sulla Juve e il Napoli. Bellissimo. Il messaggio inviato dal gruppo dopo la sfida contro i granata di ventura è piaciuto tanto anche a Garcia. Che, però, ha capito quanto la pressione del record con la striscia delle 10 vittorie, dell’imbattibilità di De Sanctis e in assoluto del primato abbia pesato anche sulle ultime prestazioni (mai i giallorossi avevano provato a gestire il risultato comeè accaduto domenica sera). Quindi, per scaricare le scorie del pari non gradito, il francese ha deciso di concedere una giornata di relax in più ai giocatori. Per farli staccare per 48 ore e riaverli domani più sereni. Sa che questo è il momento di spingere sull’acceleratore. Perché la voglia di restare lassù aumenta almeno quanto la convinzione di essere davvero protagonisti fino al traguardo.

 

 

 

SEGNI POSITIVI «Un punto in trasferta e contro una buona squadra va sempre bene». Garcia si prende il pari di Torino e guarda avanti con ancora più certezze. Sono quelle che, già nel prossimo weekend, potranno fare la differenza: 1) il calendario, con le due gare casalinghe contro il Sassuolo e il Cagliari (e domenica sera lo scontro diretto tra le inseguitrici), è favorevole, anche per il turn over dei diffidati, e rispetto a un anno fa sono 14 i punti in più e 9 quelli di vantaggio sulle quarte che corrono per il podio Champions; 2) la sosta per le nazionali permetterà di recuperare energie e di riavere almeno Gervinho; 3) la personalità di senatori e giovani: De Sanctis, Maicon, De Rossi e Balzaretti sono abituati a vivere ad alta quota, tra esperienze con le nazionali e quelle in altri club, così come Pjanic, Strootman e Ljajic mostrano qualità e carattere per essere decisivi; 4) senza le coppe che possono rallentare la rincorsa della Juve e del Napoli, la Roma riesce a distribuire meglio le fatiche durante la settimana senza eccessi nel lavoro o pause dannose.

 

 

AGGIORNAMENTO OFFENSIVO Garcia sa che in attacco le assenze si fanno sentire: gli mancano Totti e Gervinho. Con il capitano e l’ivoriano, la Roma ha avuto una media realizzativa di quasi 3 gol a partita; senza 3 reti in 3 gare (1 ogni match). E l’attacco non è più il migliore: l’Inter è avanti con 27 gol,mentre sono 25 quelli dei giallorossi che comunque hanno una differenza reti eccezionale (più 23). Anche i tiri in porta sono diminuiti: da 6,1 a partita a 2,7. Con Borriello prima punta, scema l’imprevedibilità. Il copione del francese, pure in passato, ha sempre previsto attaccanti che non danno punti di riferimento. Non è un caso che con Ljajic centravanti mascherato la Roma di Torino, nel finale, è stata pericolosa e intraprendente

Fonte: Il Messaggero

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