Rassegna Stampa

Perotti l’uomo ovunque Cassano torna Cassano

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 08-02-2016 - Ore 08:30

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Perotti l’uomo ovunque Cassano torna Cassano

LA GAZZETTA DELLO SPORT - D’URSO - È finita come doveva finire, almeno dal punto di vista di Spalletti. Roma tecnica, Roma vincente. Roma con più soluzioni rispetto al passato, Roma affidata ad abili palleggiatori, in grado di sparigliare le carte stavolta all’«Aeroplanino» Montella, finito nell’hangar tra mille rimpianti. Le ombre del malumore sono lontane, le gambe non implorano pietà e girano come nelle giornate migliori, e lo stadio non è più impietrito dall’angoscia perenne: quando il pallone è tra i piedi di Perotti e Pjanic un fremito attraversa l’Olimpico. Centrocampisti che diventano attaccanti aggiunti e attaccanti che sanno sacrificarsi all’indietro fino a centrocampo, gente come Florenzi capace di ripiegare e compiere una chiusura dopo 50 metri di corsa a 100 all’ora. Non c’è il centravanti classico (Dzeko), cui affidare il compito di tirare su la squadra. E allora la «Banda Bassotti» giallorossa decide di disperdere le energie della Samp a modo suo, in attesa del varco giusto. 
UOMO OVUNQUE La copertina della serata spetta di diritto a Perotti, fondamentale in fase di costruzione, lui che non è un centrocampista di ruolo. Perchè l’argentino non dà punti di riferimento ai giocatori blucerchiati: lo trovi a sinistra, ma anche dietro a centrocampo in linea con Pjanic, ti sorprende a destra, quando impacchetta un cross al veleno nel primo tempo, e dispiega quindi il suo potenziale di nuovo sulla fascia di competenza, soprattutto quando Spalletti - invertendo l’ordine dei fattori a centrocampo, da Florenzi-Keita-Pjanic a Pjanic-Keita-Florenzi - lo supporta col jolly Alessandro, consentendogli maggiore libertà di movimento. La Samp, pur lodevole nel portare pressing alto, ne subisce le impennate. Se con Garcia era quasi sempre Gervinho a dover spaccare la partita (per un’idea di calcio verticale), con Perotti dappertutto la musica cambia in orizzontale. E il tango può diventare travolgente: lo ballano lo stesso Pjanic (che ieri qualche pallone di troppo l’ha perduto, a dirla tutta), Florenzi-gol che s’ingigantisce diventando Dzeko in area di rigore, El Shaarawy che accentua il tasso d’imprevedibilità e serve pure assist al bacio. E così contro i muri e le barricate, solo il talento sa trovare la strada come il fiume trova sempre il mare: con Perotti si può. E il gol è il premio ad una serata ispirata che segna il nuovo stile giallorosso sotto il profilo del gioco. 
RIECCO FANTANTONIO E nella notte in cui la Samp si rivela un ostacolo piuttosto alto per venire saltato in giacca e cravatta, intendendo con questo l’abito mentale compassato vestito in altre occasioni dalla Roma, è giusto rimarcare anche la prova di Cassano, talento riemerso dal passato giallorosso: in 15’ FantAntonio ha riacceso la fiammella della speranza blucerchiata. E ha regalato momenti di gran classe: occorre sempre riconoscere quando le stelle sanno issarsi al di sopra di tutto. 

Fonte: La Gazzetta dello Sport - D'Urso

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