Rassegna Stampa

Perquisiti anche bimbi e giocatori

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 30-11-2015 - Ore 07:40

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Perquisiti anche bimbi e giocatori

IL TEMPO - SERAFINI - Stadio semi vuoto e sicurezza portata ai massimi livelli. Sembrerebbe un paradosso ma è l’ennesima realtà che è stata registrata in questa stagione allo stadio Olimpico, trasformato anche ieri nell’impianto più blindato d’Italia. Un ulteriore inasprimento dei controlli dovuto all’aumento del grado di allerta dopo gli attentati di Parigi e che di conseguenza ha creato notevoli disagi durante l’avvicinamento dei tifosi allo stadio.

Il piano delle forze dell’ordine ha avuto inizio qualche ora prima del fischio d’inizio quando la squadra degli artificieri è stata chiamata in causa per valutare la pericolosità di un’automobile (di quelle appartenenti alla formula del car sharing) parcheggiata probabilmente la sera precedente di fronte alla tribuna Monte Mario.

Rimosso il mezzo ed eliminata ogni possibilità di rischio, le misure di prevenzione hanno riguardato prevalentemente il controllo degli spettatori e dei veicoli in possesso del pass per parcheggiare nei pressi dell’Olimpico. Costituito il primo cordone a circa un chilometro dallo stadio (creando file e disagi per trovare un posto libero dove poter lasciare la macchina) i passaggi successivi del pre filtraggio non hanno escluso nessuno: nel secondo ingresso tra via delle Olimpiadi e via dei Gladiatori anche Kevin Strootman e l’ex terzino giallorosso Rocca sono stati costretti a fermarsi aprendo il portabagagli delle proprie auto per permettere a Carabinieri e Polizia di effettuare la perquisizione di rito.

Per la prima volta poi gli stewards in servizio al secondo step di controllo sono stati muniti di metal detector, usati per passare al setaccio giacche e zaini di ogni tipo. Tra lamentele e svariate polemiche sulla rigidità utilizzata dalle forze dell’ordine durante la lunga trafila per raggiungere il proprio posto all’interno dei settori, nel pomeriggio sul web è spuntata una foto di una bambina immortalata con le braccia alzate mentre viene perquisita. Un’immagine che ha sollevato sdegno ulteriore, ma che qualche ora più tardi sembra essere stata smentita sempre sui social network dal presunto padre della bimba, corso in fretta e furia a spiegare che sarebbe stato soltanto un gioco di emulazione richiesto proprio dagli stessi protagonisti. Episodio a parte, l’Olimpico si è riservato un’altra giornata surreale, dettata dalla fredda atmosfera che si vive sugli spalti durante la gara a causa dell’assenza forzata della curva sud, in protesta contro le norme di sicurezza adottate dal prefetto di Roma Gabrielli.

 

Fonte: IL TEMPO - SERAFINI

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