Rassegna Stampa

Perquisizioni in Figc Indagato Lotito

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 11-06-2015 - Ore 08:32

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Perquisizioni in Figc Indagato Lotito

IL FATTO QUOTIDIANO – IURILLO - Non c’è solo il sospetto di una tentata estorsione di Claudio Lotito al dg dell’Ischia Pino Iodice, venuto a galla dopo la diffusione dell’au - dio della loro famigerata telefonata (“Ho detto ad Abodi: se me porti su il Carpi...se me porti squadre che non valgono un c... noi tra due o tre anni non c’ab - biamo più una lira. Se c’abbia - mo Frosinone, Latina, chi li compra i diritti?..”) accusa con la quale il patron di Lazio e Salernitana e vicepresidente Figc è stato iscritto nel registro degli indagati. La Procura di Napoli indaga su una serie di presunte pressioni di Lotito verso una pluralità di dirigenti sportivi di Lega Pro e mette nero su bianco l’ipotesi di “un ampio disegno strategico” per acquisire potere in Figc e in Lega Pro utilizzando la leva del controllo dei contributi federali. Da elargire subito a chi avrebbe votato sì al bilancio consuntivo 2014. Da bloccare o ritardare a chi si opponeva. Come Iodice, appunto. Che poi va in assemblea con la delega della Nocerina e vota no ai desiderata di Lotito, ma la delega dell’Ischia è in mano a un solo sulla gestione Figc e Lega successiva ai Mondiali 2014, avrebbe ascoltato in gran segreto una ventina di presidenti, pescati tra le 40 società “ribelli” che il 15 dicembre 2014 hanno bocciato il consuntivo (appena 26 i sì). Tre giorni dopo la diffusione dell’audio, si è svolta l’assemblea di terza divisione nella quale Lotito, come aveva detto a Iodice, ha ritrovato la maggioranza smarrita a dicembre. Ma solo sull’elezione a consigliere Figc di Claudio Arpaia con 33 voti, compresi quelli di alcune società dissidenti a dicembre. Una virata forse dovuta alle pressioni di Lotito per rompere il fronte analtro dirigente che vota sì. È il metodo Lotito, secondo la tesi dei pm Capuano, De Simone, D’Onofrio e Ranieri, del pool anticriminalità coordinato dall’aggiunto Vincenzo Piscitelli. Viene descritto nelle tre pagine del decreto di perquisizione eseguito ieri a Roma.

GLI AGENTI della Digos hanno aperto casa, auto e uffici di Lotito (compresi quelli della Lazio) e la sede della Figc alla ricerca di tracce della gestione dei contributi federali. Perquisiti pure gli uffici del presidente della Figc Carlo Tavecchio e del presidente di Lega Mario Macalli, non indagati. La perquisizione è durata nove ore. Tavecchio è stato sentito dal pm D’Onofrio come persona informata dei fatti. “Ci sono stati chiesti dei documenti, li abbiamo consegnati, non abbiamo nessun problema dal punto di vista della trasparenza e della correttezza”, ha detto alla fine. Nel decreto di perquisizione si fa riferimento a indagini che hanno consentito “di individuare un consistente numero di società di Lega Pro che sarebbero state vittima del medesimo meccanismo intimidatorio finalizzato ad acquisire consenso e l’adesione delle stesse alle azioni di governo dell’attuale dirigenza della Lega”. È il meccanismo denunciato da Iodice quando porta ai pm il file audio della telefonata e un dossier. Perché i soldini in ballo sono tanti, e i criteri di assegnazione sono chiari e codificati in alcuni punti, ma lasciano margini di discrezionalità in altri: a cominciare dalle fette relative ai settori giovanili. La telefonata tra Lotito e Iodice finisce sul sito di Repubblica il 13 febbraio 2015 e da allora la Procura, che indaga solo sulla gestione Figc e Lega successiva ai Mondiali 2014, avrebbe ascoltato in gran segreto una ventina di presidenti, pescati tra le 40 società “ribelli” che il 15 dicembre 2014 hanno bocciato il consuntivo (appena 26 i sì). Tre giorni dopo la diffusione dell’audio, si è svolta l’assemblea di terza divisione nella quale Lotito, come aveva detto a Iodice, ha ritrovato la maggioranza smarrita a dicembre. Ma solo sull’elezione a consigliere Figc di Claudio Arpaia con 33 voti, compresi quelli di alcune società dissidenti a dicembre. Una virata forse dovuta alle pressioni di Lotito per rompere il fronte anti-Macalli. Quel giorno, però, il consuntivo salta per l’abbando - no di 27 società contrarie ad Arpaia. L’appuntamento per il consuntivo è ora in agenda il 30 giugno. Ci si arriverà sulla scia dei veleni di quest’inchiesta. Lotito è già al contrattacco: “Tra - sformerò i miei accusatori in accusati. Contro di me da mesi c'è una campagna diffamatoria per ostacolare l'opera di risanamento del calcio che sto contribuendo faticosamente a portare avanti, come dimostrato dai molteplici provvedimenti già RITORNO SUL PALCO Porto una commedia, ‘Spirito allegro’, perché siamo sopraffatti dalla pesantezza. Attorno a noi ci sono troppi selfie e poca sostanza

IL TESTE Ieri sono stati perquisiti anche gli uffici del presidente della Federcalcio Carlo Tavecchio e del presidente di Lega Mario Macalli, che non risultano indagati. In alto, Claudio Lotito Ansa Leo Gullotta, 69 anni, debutta a Orvieto l’8 novembre Ansa di Lorenzo Vendemiale La promozione in Serie B del Teramo sarebbe stata truccata. Si allarga il nuovo scandalo scommesse del calcio italiano. Dopo la retata di marzo, con decine di indagati e dubbi sulle partite di oltre 30 squadre fra Dilettanti e Lega Pro, ieri la squadra mobile di Catanzaro ha notificato altri cinque avvisi di garanzia ed altrettanti decreti di perquisizioni. Stavolta nel fascicolo dell’inchiesta Dirty Soccer è finito il match Savona-Teramo dello scorso 2 maggio, decisivo per la vittoria del Girone B di Lega Pro da parte degli abruzzesi. Nonostante la sconfitta, i liguri erano invece riusciti ugualmente a salvarsi, salvo poi retrocedere per la penalizzazione tolta alla Reggina, che li aveva fatti scivolare all’ultimo posto. Ai dirigenti delle due squadre viene contestato di aver alterato il risultato del match, finito 0-2. Secondo l’accusa, la vittoria avrebbe avuto un prezzo di 30 mila euro. Ma la combine sarebbe diversa dalle altre: in questo caso i bookmakers non hanno registrato alcun flusso anomalo sulle quote e sulle puntate. Entrambe le società hanno dichiarato la propria estraneità dalla vicenda. Se l’illecito fosse provato, però, la promozione del Teramo e la composizione della prossima Serie B potrebbe essere rimessa in discussione. SCOMMESSE Teramo in B match decisivo comprato?

“AMPIO DISEGNO” Digos anche negli uffici di Macalli e Tavecchio e in casa del patron della Lazio che si difende: “Trasformerò gli accusatori in accusati” adottati allo scopo di assicurare l'assoluta trasparenza del sistema. Consapevole di questo, mesi addietro, avevo appunto presentato presso la Procura di Roma una denuncia per diffamazione e calunnia”. Iodice ora si prende la rivincita “contro chi diceva che cercavo solo pubblicità. Se non c’era sostanza nella mia denuncia, non avremmo vissuto la giornata di oggi. Non sono un eroe, ma amo il calcio e con questa azione ho inteso frantumare le logiche del compromesso”. La Figc in una nota precisa che “non eroga contributi federali ad alcuna società professionistica e che a partire dall’ultima stagione sportiva non ha erogato alcun contributo nemmeno alle Leghe”. Lotito deve stare in guardia anche dalla giustizia sportiva: prima o poi le carte di Napoli confluiranno nell’in - chiesta già aperta dalla procura federale Figc sulla sua telefonata con Iodice. Motivo per cui anche la Lazio adesso rischia.

Fonte: IL FATTO QUOTIDIANO – IURILLO

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