Rassegna Stampa

Piccole donne crescono «Basta proteste Ora parlino i piedi»

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 23-10-2015 - Ore 07:33

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Piccole donne crescono «Basta proteste Ora parlino i piedi»

CORRIERE DELLA SERA - PICCARDI - Piccole donne crescono. «Dopo le chiacchiere, i fatti. Adesso tocca a noi far parlare i piedi». Dal pullman, sul piazzale dello stadio Manuzzi, scende una nazionale rinnovata nei volti, nei polpacci e nell’età che Antonio Cabrini, conducator ormai da tre anni, dirige nell’allenamento in vista di Italia-Svizzera, qualificazione a Euro 2017 (domani ore 14.30), con il solito ruvido fascino. «Che sia rientrato lo sciopero in campionato è un bene, anche se non mi è piaciuta una certa strumentalizzazione delle ragazze — dice schietto il c.t. —. Ma il torneo, rispetto al resto d’Europa, comincia tardi ed è poco allenante: recuperare il gap fisico è un’impresa. Quindi non aspettatevi miracoli». 
Ci eravamo lasciati nel burrone di uno spareggio mondiale perso con l’Olanda, ci ritroviamo al via di una stagione che dovrà traghettare l’Italia verso nuove vette. Qualcosa, nel mondo delle ragazze in parastinchi, nel frattempo è cambiato. Scollinato con imbarazzo il caso Belloli, il presidente Tavecchio ha ratificato la road map rosa in zona Cesarini, per evitare serrate: obbligo di istituire una sezione di calcio femminile all’interno di ogni club di A e B (si parte con il tesseramento di almeno 20 Under 12: l’obiettivo, utopistico, è avere 258 squadre femminili a regime, incluse Lega Pro e serie D), nascita delle nazionali U16 e U23, stanziamento di un fondo di garanzia, apertura agli accordi pluriennali. La strada verso il professionismo è piena di tornanti ma rispetto al Medioevo in cui giaceva questo calcio ancora zeppo di stereotipi, pare la rivoluzione. Le ragazze sanno di aver vinto solo una battaglia: «Sono dieci anni che parliamo e pochi mesi che qualcosa si muove. I cambiamenti non sono mai immediati: dobbiamo convincere i tifosi che il nostro calcio è pieno di talento, tecnica e gol, non solo di pettegolezzi e problemi» è il messaggio della regina in stand by con l’azzurro, Patrizia Panico. 
In assenza del totem, ecco la veterana, Melania Gabbiadini, 32 anni, 111 presenze e 44 reti, zia-chioccia della matricola 18enne, Manuela Giugliano, veneta di Istrana (Treviso), gran gol in controbalzo alla Georgia a La Spezia, testa rasata e papà ex della Afragolese: «Alla prima convocazione mi ha detto: guai a te se torni a casa senza una foto autografata di Cabrini!». 
In mezzo, tra esperienza e futuro, il n.10 Martina Rosucci: «La Fiorentina è un esperimento pilota, speriamo che i Della Valle diano l’esempio. Basta polemiche: è ora di giocare». E pazienza se le divise sono quelle dei maschi. «Ci avevano promesso una linea femminile, la stiamo ancora aspettando...». Un passo alla volta. Con un filo di rimmel e la maglia sciancrata, però, è meglio. 

Fonte: CORRIERE DELLA SERA - PICCARDI

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