Rassegna Stampa

Pirlo: “Come una finale”

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 24-06-2014 - Ore 08:25

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Pirlo: “Come una finale”

Quello brasiliano potrebbe essere il suo ultimo mondiale visto che a fine avventura chiuderà anche il conto con la Nazionale. Non uno qualsiasi, ma un genio del pallone, Andrea Pirlo da Brescia , rimpianto milanista che troppo presto ha pensato di poterne fare a meno per poi andare a fare le fortune di una Juventus che dal suo arrivo ha firmato tre scudetti di fila. Un caso? Niente affatto perché Andrea Pirlo è sgtato il traiante di uno splendido filotto bianconero. E l’azzurro? Per niente sbiadito nonostante l’incertezza con la Costa Rica al punto che lo stesso fantasista bianconero ritiene la sfida con l’Uruguay quasi una tappa di un futuro ancora tutto da scrivere.

«Per me – spiega – la partita di oggi vale vale una finale anche se sono fortementye convinto che ce ne saranno altre prima che si torni a casa». Parla con serenità, forte di un passato che ne ha fatto uno dei giocatori irrinunciabili nello scacchiere azzurro, già campione del mondo nella notte di Berlino, un leader, pronto a trascinare i suoi verso l’immenso. Sereno, pacato e modesto, quando gli viene chiesto da un cronista sudamericano, della bontà delle sue punizioni. Risponde così: «È un fatto di genetica – spiega Andrea – un dono dei miei genitori. Io ci metto tutto il resto, il lavoro, l’applicazione in campo, la voglia di migliorare giorno dopo giorno, ma su tutto metto sempre la natura. E allora sotto con l’Uruguay, forse in condizioni climatiche rispetto a Recife. «Lì abbiamo giocato sotto un sole battente, ma senza cercare alibi, neppure nei time out. «Cosa volete che cambi bere acqua e fermarsi per un minuto. Non è quello che cambia la partita e la vita. Diciamo invece che qui in Brasile si giocano due mondiali in uno, al Nord con il caldo estremo e al Sud con relativo fresco, condizioni che favoriscono chi è abituato all’umidità». Lo provocano ricordandogli che in Germania nel 2006 in semifinale c’erano quattro europee e qui invece le squadre del vecchio continente soffrono. «Può darsi, ma state attenti che il mondiale è ancora lungo e tutto può cambiare».

È convinto che l’Italia continuerà il suo cammino. Non è spavalderia, ma convinzione nei mezzi di questa nazionale. Ad uscire, a tornare a casa anzitempo, non pensa, e neppure è sfiorato dall’idea. «Certo, una eventuale eliminazione dell’Italia sarebbe una delusione enorme, per la squadra che crede molto in questa avventura, per la Nazione, ma sono convinto che tutto questo non accadrà perché conosco la nostra forza, so dove possiamo arrivare». E se l’Italia dovesse uscire? Non ci pensa, non vuole pensarcim, neppure a salutare proprio lui che dopo questo mondiale chiuderà la sua parentesi con la maglia azzurra. «Francamente è un’ipotesi che non ho mai preso in considerazione, perché se non lo avete ancora capito io penso di vincere contro l’Uruguay. E andare avanti. Perché è quello il futuro azzurro». Più chiaro di così.

Fonte: Corriere dello Sport

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