Rassegna Stampa

PISCITELLA: "Non fermatemi per un raffreddore"

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 12-02-2015 - Ore 17:08

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PISCITELLA:

"Non difetta in coraggio e intraprendenza": così la Gazzetta valutò il debutto in A di Gianmario Piscitella, giusto tre anni fa, negli ultimi 25’ di un Catania-Roma sospeso per pioggia venti giorni prima. Quando giocarono la parte che rimaneva, Luis Enrique sorprese tutti schierando dall’inizio un 18enne attaccante esterno che qualche mese prima si era laureato campione d’Italia con la Primavera di cui Florenzi era capitano, e il diretto interessato sorprese quelli che si erano sorpresi della sua presenza per vivacità, sfrontatezza e controllo di palla. L’anno dopo era al Genoa, nell’affare Destro, sei mesi dopo al Modena, con 8 presenze in A e un futuro davanti. Poi un anno rovinato dagli infortuni, e la stagione del rilancio, andata molto bene fino a oggi, quando è finito sui lanci d’agenzia perché positivo all’antidoping per il Tuanimoeptano, al termine di Pro Piacenza-Pistoiese.

Tutta colpa di uno spray nasale – spiega il diretto interessato, una lunga carriera azzurra che lo ha visto anche debuttare conl’Under 21 di Di Biagio – spero che tutto si risolva nel modo migliore: non ho fatto niente. Una sera non riuscivo a dormire per il raffreddore e ho preso un farmaco che avevo in casa, uno comune, credo fosse il rinofluimucil: sulla confezione non c’è l’avvertenza che mettono per noi sportivi, sostanze che possono essere considerate dopanti. L’ho detto subito, al medico dell’antidoping, mi ero dimenticato di dirlo a quello del club, che avrebbe dovuto dare la comunicazione ufficiale. È solo una dimenticanza, e il farmaco - mi sono informato - non ha effetti positivi sulla prestazione. Spero non mi fermino, al massimo una sanzione breve: mi hanno detto che è capitato, in casi analoghi (capitò a Pavoletti, che prese 40 giorni, ndr)".

Dopo quell’anno tra Genoa e Modena, la scorsa stagione l’esterno di San Marzano sul Sarno, 22 anni ancora da compiere, l’ha passata tra Pescara e Cittadella, in estate è ripartito dalla Pistoiese, sempre in prestito dalla Roma, che da quelle parti ha mandato anche Matteo Ricci - altro pupillo di Luis Enrique - Frascatore e Golubovic. "Per il primo anno posso dirmi soddisfatto – spiega Piscitella – a Modena con Marcolin ho giocato sempre, a Genova non era facile fare di più, venivo dalla Primavera. Florenzi, nella mia situazione, è partito dalla serie B, io dalla A, un passo molto lungo, forse troppo. Poi a gennaio il Genoa era in crisi, ha comprato non so quanti giocatori, e sono andato via. Lo scorso anno ho iniziato col Pescara, e sono stato fermo tre mesi e mezzo per una frattura da stress al femore, da gennaio al Cittadella: appena arrivato un infortunio muscolare, i postumi me li sono portati fino a quest’anno. Poi sono stato a Viareggio da Gemignani, l’ex medico della Roma, che ora collabora col Tottenham, e ho risolto tutto: nel girone d'andata 5 gol, a gennaio mi avevano cercato anche dalla serie B. Fino al mese scorso ci allenava Cristiano Lucarelli, e a me, che gioco attaccante, aveva insegnato un sacco di cose: la B a gennaio l’ho rifiutata io, voglio tornarci in estate, magari dopo essere arrivato in doppia cifra di gol. E spero di riuscirci lo stesso, per continuare a inseguire il mio sogno di tornare alla Roma: non possono fermarmi per un raffreddore!".

Fonte: Gazzetta dello Sport

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