Rassegna Stampa

Pjanic all’arrabbiata: «Quello che fa la differenza alla Juve è la rabbia di vincere»

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 09-10-2016 - Ore 08:20

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Pjanic all’arrabbiata: «Quello che fa la differenza alla Juve è la rabbia di vincere»

GAZZETTA DELLO SPORT - PUGLIESE - Il volto, come sempre, è quello gentile, disponibile, a tratti anche elegante. Nonostante lo schiaffone al Re Baldovino, l’ex Heysel, e quei quattro gol che ridimensionano un po’ i sogni della Bosnia verso Russia 2018. Miralem Pjanic però mette da parte un po’ tutto, almeno per un po’. E pazienza se Bruxelles non gli porta fortuna (qui la Bosnia fu sconfitta dal Belgio anche poco più di un anno fa, sulla strada di Euro 2016), fa un po’ parte della storia bianconera non riuscire mai davvero a gioire in quello stadio. E allora la testa vola subito alla partita di domani con Cipro e ai suoi primi mesi di vita juventina. Una nuova vita, diversa da quella precedente, dai cinque anni romani, con una città — Roma — ancora divisa tra l’amore per le sue pennellate d’autore e il rancore per il presunto tradimento.

Pjanic, come sta procedendo il suo processo di ambientamento in bianconero?
«Mi sto adattando sempre meglio. La squadra gioca bene, siamo primi sia in campionato sia in Champions League, quindi in linea con i nostri obiettivi. È quello che volevamo, anche se dal punto di vista del gioco si può sempre migliorare di partita in partita. E, di fatto, è quello che stiamo facendo. Ma la squadra sta bene. Considerando che siamo tanti volti nuovi, direi che l’inserimento procede bene».

Come mai nei primi mesi ha faticato un po’ a carburare?
«Non è che ho faticato, semplicemente non stavo bene fisicamente e abbiamo preferito non correre rischi inutili. Poi, pian piano, mi sono sentito sempre meglio. Anche se è vero che la preparazione è stata dura. Un lavoro differente rispetto a quello a cui ero abituato a Roma, mi è servito un po’ di tempo per abituarmi. Ma ora mi sono adattato ai carichi di lavoro e sto bene, mi sto gestendo nel modo giusto. E in campo mi sento sempre meglio».

C’è invece un suo amico a Roma che è partito meglio rispetto alla scorsa stagione. Sorpreso da cosa sta facendo Dzeko?
«No, affatto. Anzi, mi fa molto piacere questo suo avvio di stagione. Viene da una stagione in cui, forse, non sono state sfruttate a dovere le sue caratteristiche. Ma è anche vero che quest’anno Edin sembra credere di più in se stesso, ha più fiducia rispetto alla scorsa stagione. Questo Dzeko qui lo conosco da tempo, è un grandissimo attaccante, che sa crearsi le occasioni pure da solo. E vedrete quanti gol segnerà per la Roma quest’anno. Del resto, l’ha fatto sempre, non poteva essersi dimenticato di come si fa gol».
 

Nel frattempo la Juventus è a +4 sul Napoli e +5 sulla Roma. È già una prima fuga? Siete davvero strafavoriti?
«No, assolutamente no. Il campionato è lungo e sarà anche duro. Perché tutti si aspettano di vedere la Juve non vincere più. Per noi sarà difficile, ne sono certo, ci saranno tante squadre che lotteranno fino alla fine, che non molleranno niente. Roma e Napoli sicuro, ma io tengo dentro anche l’Inter che ha tanti ottimi giocatori».

Quale sarà allora la ricetta giusta per vincere ancora?
«Chi riuscirà a trovare più continuità, alla fine vincerà lo scudetto. Noi, di certo, abbiamo grande voglia di portare a casa il sesto titolo consecutivo. Tutti i nuovi si stanno calando bene, quando arrivi a Vinovo trovi questa mentalità speciale, questa rabbia di vincere che si respira alla Juve e si sente in ogni partita. Sappiamo che non sarà facile, che nessuno ci perdonerà niente. E che, quindi, non sarà facile. Ma puntiamo a vincere».

Già, vincere. Tutto? Anche la Champions League?
«Questa è una grandissima rosa, con tanta qualità e tanti giocatori. Alla fine saranno importanti tutti, il mister ci sta ruotando anche per questo. Per vincere tutte le competizioni devi avere sempre la freschezza giusta. Siamo consapevoli della nostra forza, ma anche che la Champions è una competizione durissima. Diciamo che l’obiettivo per ora è passare il turno, poi dopo può succedere di tutto. Dagli ottavi sono tutte squadre di qualità, diventa quasi come giocare a poker. La nostra mentalità e la storia della Juve ci impongono però di andare il più avanti possibile. Ed è proprio quello che cercheremo di fare».

Fonte: GAZZETTA DELLO SPORT - PUGLIESE

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