Rassegna Stampa

«Pjanic alla Juve»: il caso scuote i giallorossi

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 15-05-2016 - Ore 08:02

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«Pjanic alla Juve»: il caso scuote i giallorossi

CORRIERE DELLA SERA – PIACENTINI - Il caso Pjanic ha turbato la Roma alla vigilia della gara con il Milan. Secondo sportmediaset.it, infatti, la Juventus avrebbe già pagato alla Roma i 38 milioni di euro della clausola rescissoria del bosniaco. Indiscrezione che ha mandato in fibrillazione il mondo giallorosso e che ha costretto la Roma, società quotata in Borsa come quella bianconera, ad una smentita ufficiale. «L’As Roma smentisce di aver ricevuto il pagamento della clausola compromissoria del calciatore Pjanic, e dichiara che la notizia è priva di fondamento». Non è però privo di fondamento l’interesse della Juventus per il centrocampista. Allegri ha messo Pjanic (preso in giro dai compagni in ritiro) in cima alla lista dei rinforzi per il prossimo anno e la società bianconera, rispetto alle altre interessate - Bayern Monaco, Chelsea e Paris Saint-Germain su tutte -, non ha alcun tentennamento e vorrebbe chiudere l’operazione il prima possibile, pagando la clausola. Che c’è ed è valida non solo per l’estero ma anche per l’Italia. In teoria, quindi, la Roma potrebbe essere solo spettatrice (interessata) della trattativa. E anche le parole del presidente James Pallotta, che aveva dichiarato il calciatore incedibile insieme con Nainggolan, potrebbero essere superate dai fatti se il bosniaco dovesse cedere al corteggiamento juventino.

Lo stesso d.s Walter Sabatini, qualche giorno fa, non aveva dato certezze sulla permanenza di Pjanic, subordinata all’ormai famosa mossa «del gatto maculato». La contromossa romanista, quindi, dovrebbe essere il prolungamento del contratto, con adeguamento di stipendio (attualmente Pjanic guadagna 3.2 milioni netti più i premi) ma soprattutto la cancellazione della clausola. Se ne parlerà con l’agente di Miralem, che nelle prossime ore sarà in Italia. Sempre che la Juventus non sia arrivata prima e non ci sia più nulla da fare.

Fonte: Corriere della Sera - G.Piacentini

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