Rassegna Stampa

Pjanic contro Nainggolan. Amici-nemici per l’Europeo

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 12-10-2014 - Ore 08:30

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Pjanic contro Nainggolan. Amici-nemici per l’Europeo

Stavolta si saluteranno prima del via, ma poi ognuno andrà avanti per la sua strada, anche se in campo si incroceranno in più di un’occasione. Amici-nemici, almeno per una volta, dopo aver condiviso fianco a fianco tutto questo primo mese e mezzo di stagione della Roma.

 

Domani, però, a Zenica sarà un’altra storia, visto che uno dei due, Miralem Pjanic, ha già quasi l’acqua alla gola per le qualificazioni a Francia 2016, con la sua Bosnia che ha racimolato un solo punto tra Cipro e Galles. Radja Nainggolan, invece, si gode l’attenzione del Belgio, che sembra essersi finalmente accorto di lui contro Andorra, anche se poi l’avversario era quello che era. E siccome le sfide non vengono mai a caso, l’arbitro di porta sarà Gianluca Rocchi, quello di Juventus-Roma. Comunque finirà la partita, di certo Mire e Radja qualcosa potrebbero ricordare al «fischietto» sospeso per un paio di settimane in Italia. 

 


FACE TO FACE  Pjanic, dunque, non ha altra scelta, deve portare a casa i tre punti a tutti i costi se vogliono riaprire i giochi per volare all’Europeo francese.

 

 


AVANTI RADJA  Pjanic, infatti, è il fulcro della Bosnia (anche se nelle ultime uscite è sembrato un po’ appannato), Nainggolan sta scalando posizioni nelle gerarchie di Wilmots. «Voglio dedicare qualche parola a Radja — ha detto il c.t. in conferenza — Mi è piaciuto non solo per come ha giocato, ma anche per la sua personalità. Con lui abbiamo un’altra soluzione, sembra che giochi con noi da dieci anni». Parole dolci, ovviamente, per le orecchie di Radja. «Penso di aver giocato bene, mi sono divertito — ha detto il centrocampista —. L’Andorra è debole, ma quando giochi contro 11 difensori non è mai semplice. Ora la gente conosce il vero Nainggolan. La Bosnia ha qualità. Ma se faremo risultato, saremo sulla strada giusta». 

 

MIRE E LE CRITICHE  Il vero Pjanic, invece, la Bosnia lo conosce da un po’. È quello che con Dzeko ha guidato il Paese alla prima storica qualificazione mondiale. Per questo domani Susic si affiderà ancora a lui, nonostante il rigore sbagliato contro Cipro e la prova non eccezionale con il Galles. Pjanic, che qualcuno in Bosnia ha criticato («Non è più incisivo come prima») ci tiene a vincere e a mettersi le critiche alle spalle, anche quelle che lo vedono poco freddo sotto porta (vedi con City e Juve). Per questo, nonostante la stanchezza, ha chiosato: «Abbiamo bisogno della nostra gente e dobbiamo giocare senza pensare alle partite fatte ed a quelle che verranno». Ferito da certi giudizi (a volte per la nazionale ha giocato in condizioni fisiche precarie), Mire domani non avrà amici. E Radja questo lo sa. 

Fonte: Gasport

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