Rassegna Stampa

Pjanic è della Juve

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 10-06-2016 - Ore 09:47

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Pjanic è della Juve

IL TEMPO - SERAFINI - Se c'era un modo per dirsi addio, sicuramente è stato scelto il peggiore. Almeno nei modi. Un paradosso, considerando che il traumatico passaggio diMiralem Pjanic alla Juventus risulterà, per motivi diversi o per necessità, vantaggioso per tutte le parti in causa, tranne ovviamente che per i tifosi romanisti. Il blitz romano degli stati generali bianconeri, formato da Marotta e Paratici, si è concluso con successo nella giornata di mercoledì, quando il contatto andato in scena con Sabatini ha chiuso definitivamente la vicenda. Il bosniaco, passato a Trigoria nella giornata di ieri (non c'è stato alcun saluto con il diesse) ha approfittato della breve sosta romana per aspettare il buon esito della trattativa, prima di salire nuovamente su un aereo e riprendere le vacanze. Anche perchè al suo ritorno, l'ufficializzazione del passaggio in bianconero sarà probabilmente già avvenuta. L'ultimo necessario scambio di documenti avverrà nel week end, per definire burocraticamente la prima cessione estiva della Roma, che incasserà entro i limiti delle scadenze fissate dal fair play finanziario oltre 31 milioni di euro, la cifra stabilità dalla clausola rescissoria a cui andrà sottratto il 20% che da contratto sarebbe spettato di diritto al giocatore. Quota che la Juventus spalmerà sul nuovo ingaggio del centrocampista, pronto a firmare un quinquennale da oltre 5,5 milioni netti a stagione più numerosi bonus. La scelta bianconera di non versare l'intero importo della clausola permetterà ai giallorossi di guadagnare, attraverso alcuni tecnicismi, una cifra leggermente superiore ai 30,4 milioni di euro stabiliti dal calcolo dell'importo totale. Possibile però che il pagamento da parte del club bianconero avvenga attraverso una rateizzazione studiata insieme alla Roma, che nel frattempo approfitterà a sua volta di tali modalità per definire il riscatto di El Shaarawy con il Milan. Nel frattempo Pjanic ha preferito vivere la questione da spettatore silenzioso, avendo trovato da circa una settimana l'accordo economico con la Juventus, disposta a pareggiare con più concretezza le offerte  ricevute da Barcellona e Bayern Monaco. A Torino però la tempistica è stata sfruttata alla perfezione: l'infortunio di Ruediger ha ribaltato nel giro di poche ore la strategia giallorossa, dettata dall'intenzione di cedere il difenosre tedesco al Chelsea (trattativa già conclusa sulla base di 23 milioni più bonus) prima del 30 giugno e poi successivamente aprire a quella di Pjanic (lo scorso anno in sede di rinnovo l'entourage del giocatore aveva proposto la clausola a 25 milioni) in un altro club europeo, preferibilmente che non fosse la Juventus. Ma le scadenze finanziarie di Trigoria si sono piegate poi di fronte all'inserimento  della società bianconera, pronta ad offrire il massimo possibile senza correre il rischio dell'inserimento dell'ultimo minuto del Bayern Monaco. Con il sì del giocatore, il resto è risultato scontato. Sicuramente il più complicato da accettare per il tifo romanista, indignato soprattutto dalla scelta di cedere un gioiello della rosa a quella che in teoria dovrebbe essere la più diretta delle concorrenti in Italia. La rivalità storica con la Juventus si è rivoltata contro il ragazzo, pesantemente insultato sui propri profili social e contro il presidente Pallotta, che in più di un'occasione aveva ribadito la ferma volontà di trattenerlo nella capitale. Dichiarazioni confermate anche qualche giorno fa al suo arrivo a Ciampino e che inevitabilmente avevano suscitato per molti un sentimento di speranza sulla permanenza di Pjanic in giallorosso. L'indifferenza ricevuta però dai tifosi nella lunga giornata di ieri passata allo studio Tonucci, si è scontrata comunque con il nervosismo del numero 1 statunitense, infastidito dalla schiera di cronisti che chiedeva delucidazioni sulla cessione: "Datemi tregua, è per questo che vengo poco a Roma", lo sfogo strappando il telefono a uno dei presenti. Poi pace fatta, anche se con i tifosi il compito sarà inevitabilmente più arduo.

Fonte: Il Tempo - Serafini

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